L’aggressione a Crotone

C’è un testimone del pestaggio di Davide. La mamma: «Prima di accasciarsi mi ha detto “ti voglio bene”»

Lo ha dichiarato questa mattina a Canale 5 Giusy Orlando. In diretta anche il padre del ragazzo: «Omertà? non posso credere che chi ha visto una cosa simile possa davvero stare zitto»

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di Redazione
16 agosto 2022
10:53
La sognora Orlando a sinistra con il marito a destra
La sognora Orlando a sinistra con il marito a destra

Ci sarebbe un testimone oculare che ha assistito al brutale pestaggio di Davide Ferrerio, il 20enne ridotto in fin di vita la scorsa settimana a Crotone. Lo ha dichiarato questa mattina in diretta su Morning news a Canale 5 Giusy Orlando, la madre di Davide. La donna ha riferito dell’esistenza di un testimone oculare, una signora, che avrebbe visto l'aggressore inseguire suo figlio, che in quel momento scappava per mettersi in salvo. La signora che ha assistito all'aggressione sarebbe già stata sentita in procura a Crotone dai pm che conducono le indagini.

Indagato del pestaggio è il 22enne Nicolò Passalacqua, arrestato venerdì scorso e accusato di tentato omicidio. Il gip ha disposto per il giovane la custodia in carcere. Davide Ferrerio si trova invece ricoverato in gravi condizioni in rianimazione nell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Davide sarebbe stato pestato da Passalacqua per uno sguardo a una ragazzina di 15 anni della quale pare fosse invaghito il 22enne.


Giusy Orlando nel corso dell’intervista ha rivelato che appena raggiunto il figlio esanime per strada, Davide era ancora cosciente: «Perdeva sangue dalla bocca e dall'orecchio – ha detto la donna - mi ha guardato e ha detto "mamma ti voglio bene..." poi si è accasciato. Non mi aveva mai detto mamma ti voglio bene, perché è un ragazzo riservato che non esterna i suoi sentimenti».

La madre ha anche ricostruito gli istanti immediatamente precedenti: «Davide doveva incontrarsi con i suoi amici per andare a mangiare una pizza insieme, ma è arrivato in leggero anticipo sul luogo dell'aggressione, prima dei suoi amici. Questo perché è un ragazzo estremamente puntuale, preciso, un ragazzo perbene», ha concluso prima di scoppiare a piangere: «Una pizza...», ha sospirato tra i singhiozzi.

La signora Orlando ha ribadito la sua «massima fiducia nelle istituzioni» sottolineando che c'è stata grande mobilitazione e sostegno, ma al contempo di non sentirsi «sicura a camminare in queste strade. Quando devo uscire vado in auto dove devo andare e basta, senza camminare a piedi».

Alla domanda se crede che ci sia omertà intorno alla vicenda ha detto: «Sono andata via da Crotone a 18 anni per studiare, da allora ho sempre vissuto a Bologna, è un contesto che non mi appartiene più, non so se la gente abbia paura di parlare». A Quel punto è intervenuto il marito: «No, non credo che sia una questione di omertà, non posso credere che chi ha visto una cosa simile possa davvero stare zitto».

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