La Calabria alla Borsa internazionale del turismo ma il sito della Regione non funziona

Costato oltre un milione e 300mila di euro quando fu creato, sottoposto a restyling e presentato nuovamente alla stampa nel 2017, il portale che dovrebbe promuovere la risorsa turistica calabrese risulta tristemente offline. Anche nei giorni della Bit. Ecco la replica del Dipartimento regionale e la nostra risposta

di Enrico De Girolamo
19 febbraio 2020
17:25
Lo stand della Calabria alla Bit
Lo stand della Calabria alla Bit

Tutti alla Bit. Sempre e comunque, cascasse il mondo. La Borsa internazionale del Turismo che si tiene a Milano è un po’ come Sanremo, e forse non è un caso che si tenga nello stesso periodo. È solo più giovane, visto che esiste dal 1980 e dunque ha 40 anni, a fronte del festival della canzone italiana che quest’anno ha spento 70 candeline. Comunque, due mostri sacri dell’italica routine.

 

Alla Bit – che si è tenuta dal 9 all’11 febbraio - c’era, c’è e sempre ci sarà anche la Calabria, regione che a chiacchiere non avrebbe nulla da invidiare alla California. Anzi, di più. Perché da queste parti la natura è stata generosa assai, e non c’è solo un clima invidiabile che, sempre a parole, potrebbe attirare mezza Europa convincendola a svernare all’ombra del Pollino o in riva allo Stretto. No. C’è pure la bellezza, la diversità morfologica, il fascino di una terra antichissima e ricca di suggestioni.

 

E dunque, tutti alla Bit, pronti a vendere un prodotto – la risorsa turistica calabrese - che, sempre a chiacchiere, non dovrebbe avere concorrenti, per quante montagne, quanto mare, quanto gusto c’è da queste parti. Così, guidati dalla Regione, che in zona Cesarini ha bandito la gara per l’allestimento dello stand calabrese, si va a Milano per dire: «Ci siamo!».


Ma ci siamo davvero? Secondo il Signor Google che tutto vede e tutto comanda, No, non ci siamo affatto.
Il portale web della Regione, www.turiscalabria.it, è irraggiungibile da circa un mese. Tristemente offline, inaccessibile come Elettra Lamborghini per uno qualunque dei milioni di spettatori che davanti alla tv hanno sgranato gli occhi davanti al suo famoso twerking, però appena accennato sul palco di Sanremo.

 

Un’aspettativa delusa. Come quella di chi cerca alla fonte informazioni sulle bellezze della Calabria, perché magari un pensierino a venirci in vacanza lo sta facendo davvero. E invece no. Il telefonino e il pc restituiscono un laconico “sito inaccessibile”.
Inaccessibile come la speranza che qualcosa finalmente cambi, che si decida di fare i conti (e risolverli) con questo incredibile autolesionismo che non lascia spazio al futuro.

 

Cacchio, vai alla Bit, spendi 174mila euro per allestire 450 metri quadri di spazio “espositivo”, inviti oltre 50 operatori turistici interessati a piazzare il proprio prodotto, realizzi brochure e pannelli pubblicitari e poi non ti assicuri che la principale vetrina, il Web, sia pulita e visibile? Non ha senso. Come non ha senso aver speso oltre un milione e 300mila euro nel 2007 per un sito che, appena un anno e mezzo dopo, era già inaccessibile. Quello che doveva essere lo sfavillante biglietto da visita del turismo calabrese si è rivelato quasi subito solo un costosissimo buco nell'acqua.

 

Poi, nel 2017, arriva il restyling. Lo annuncia l’ex presidente della Regione, Mario Oliverio, che il 16 marzo di quell’anno convoca la stampa e parla di «un nuovo e importante strumento di comunicazione e promozione della nostra regione». «Il nuovo portale del turismo - disse - saprà essere uno straordinario canale di proiezione dei nostri tesori e delle principali offerte in campo turistico». Si certo, campa cavallo.

 

A dire il vero di straordinaria c’è solo la clamorosa assenza dal web, che la Regione cerca di sopperire aggiornando stancamente il corrispettivo profilo facebook. Quello esiste. Ma allora, se il principale veicolo di promozione è un social gratuito, perché spendere un milione e passa di euro per un sito che neppure alla Bit è possibile ostentare?

La replica della Regione

In serata, il Dipartimento Turismo della Regione Calabria ha replicato con questa nota, che riportiamo integralmente:
«In riferimento alle notizie apparse oggi su alcuni organi di stampa e relative alla non funzionalità del sito tematico turistico della Regione Calabria il dipartimento turismo intende precisare quanto segue: già in data 6 febbraio era stata inoltrata apposita richiesta ad Aruba, proprietaria del dominio, per la risoluzione del problema tecnico riscontrato e detta richiesta veniva reiterata con carattere d’urgenza in data 10 febbraio. Alla data odierna il call center di Aruba ha comunicato che il problema tecnico segnalato, per il quale il dipartimento ha richiesto assistenza, è in fase di lavorazione e dovrebbe essere risolto a breve».

 

...e la nostra controreplica

Carissimo Dipartimento Turismo della Regione Calabria, non c’è “problema tecnico” che possa reggere quando si parla di un sito internet costato la bellezza di oltre 1,3 milioni di euro.
Pensa, carissimo Dipartimento Turismo della Regione Calabria, se Poste italiane, o Trenitalia, o Vattelappesca.it restassero senza uso del domino per settimane. Succederebbe un casino. Ma sarebbe un disastro in qualunque altra impresa, anche la più piccola, che si ritroverebbe paralizzata.
Dunque, di la verità, carissimo Dipartimento Turismo della Regione Calabria, vi siete dimenticati che c’era un problema da risolvere, vi è passato di mente, vi è sfuggito. O peggio: avete lasciato che il patatrac accadesse sperando che nessuno ci facesse caso, forse perché nell’utilità di quel sito non confidate tanto neppure voi.

 

In caso contrario, spiegateci meglio e rispondete ad alcune domande: da quanto tempo il portale di promozione turistica della Calabria è offline? E perché? Intendente chiedere i danni ad Aruba per quello che definite “un problema tecnico”, avendovi costretto a partecipare alla Bit senza neppure un sito web regionale di riferimento per il settore che veniva promosso alla Borsa internazionale del turismo? Quanto costa la manutenzione annuale del sito, chi se ne occupa e quanto è costato il restyling del 2017, annunciato in pompa magna dall’allora governatore in carica?
Parliamo di cose serie, perché le chiacchiere stanno a zero.

 

AGGIORNAMENTO DEL 15 FEBBRAIO 2020

Un sito web costato complessivamente quasi 2 milioni di euro, ma fermo con le quattro frecce perché hanno “dimenticato” la password? Assume i contorni di una beffa la vicenda legata ai clamorosi disservizi che hanno colpito il portale turistico della Regione Calabria, offline da alcuni mesi, anche durante la Bit di Milano, a causa di un misterioso “problema tecnico”, che Aruba, la società presso cui è registrato il dominio turiscalabria.it, starebbe cercando di risolvere. Difficile ottenere conferme dirette a quanto è davvero successo, ma è possibile mettere insieme vari indizi e provare a ricostruire il puzzle.

LEGGI:  Il portale turistico della Regione da milioni di euro offline perché hanno “perso” la password?

 

AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO 2020

Zitto zitto il portale turistico della Regione Calabria è tornato online. Dopo il clamoroso disservizio che l’ha visto fuori uso anche durante la Bit di Milano, a cui la Regione ha partecipato dal 9 all’11 febbraio scorso, il sito da circa 2 milioni di euro è nuovamente accessibile all’indirizzo turiscalabria.it. La novità più importante (anche l’unica a dire il vero) non si vede. Per scoprirla bisogna utilizzare un servizio online che consenta di ricavare la “carta d’identità”, per così dire, del portale.

LEGGI: Il portale turistico della Regione Calabria torna online ma è peggio di prima, anzi uguale

 

degirolamo@lactv.it

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