Calabria, terra mia: il corto di Muccino nella bufera. Le reazioni della politica

Ondata di critiche per il video che avrebbe dovuto promuovere la regione. Ecco le reazioni del mondo della politica

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di Redazione
22 ottobre 2020
12:46

Dai social, dal mondo della politica, da quello delle associazioni. Pioggia di critiche per Calabria, terra mia, il cortometraggio realizzato da Muccino e diffuso nella serata di ieri.

Parentela: «3.300 euro al secondo per un filmato inutile»

«È vergognoso che la Regione Calabria abbia impegnato quasi 3.300 euro al secondo per un video di 8 minuti e mezzo che, mieloso e finto, di fatto ridicolizza la Calabria, la racconta come terra arretrata e ne oscura la montagna, la cultura, la storia, la varietà e l’unicità». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela, che aggiunge: «Se non fosse per il nome del regista e la celebrità degli attori, l’opinione pubblica darebbe a questo corto meno della sufficienza. Credo che gli artisti locali avrebbero saputo fare molto meglio, ma ormai alla Cittadella regionale domina il vizio di affidare incarichi a professionisti di fuori, che non conoscono la Calabria, a partire dalla sanità e dalle risorse di natura e cultura». «L’aspetto più grave – prosegue il parlamentare del Movimento 5 Stelle – è che di questo filmato, che è una brutta caricatura della Calabria e dei suoi abitanti, non ce ne facciamo alcunché, né si può pensare che valga a promuovere il turismo e le eccellenze della nostra agricoltura». «Ancora una volta – conclude Parentela – subiamo l’ennesima umiliazione a danno della dignità dei calabresi, delle ricchezze della nostra regione e della loro valorizzazione reale. La prossima giunta regionale dovrebbe commissionare a professionisti locali un video alternativo e con costi molto più contenuti, per promuovere le aree interne della Calabria, i nostri borghi, la nostra montagna e i nostri beni culturali».


 

Irto: «Delusione»

«Quella della Regione poteva essere un’idea intelligente per la promozione dell’immagine della Calabria.  Ma Muccino ha deluso. E parecchio». Così il consigliere regionale Nicola Irto in un post su facebook.

«Dobbiamo dirlo con chiarezza. Non è quella la nostra realtà. Non lo è più: troppi stereotipi, le persone con la coppola, gli asini per strada... e poi le lacune narrative gravissime.

In Calabria non abbiamo solo belle spiagge, bergamotti, fichi e soppressate. Abbiamo opere d’arte straordinarie e uniche al mondo come i Bronzi di Riace, abbiamo giacimenti archeologici unici, da Sibari a Locri Epizephiri, da Medma a Scolacium. Abbiamo opere d’arte straordinarie: penso al Codex Rossanensis, al Codice Romano Carratelli, ai dipinti di Mattia Preti. Ma ne sto dimenticando sicuramente tantissime. E poi non ho visto Scilla, non ho visto lo Stretto, non ho visto le nostre montagne dal Pollino alla Sila all’Aspromonte, non ho visto Soverato, non ho visto Gerace, non ho visto la splendida Roccella, il paese di origine di Raul Bova. L’elenco è infinito e in otto minuti si sarebbe potuto e dovuto raccontare di più e di meglio. Soprattutto, non ho visto la vera ricchezza della Calabria: i suoi giovani, i loro sorrisi accoglienti, i loro occhi puliti che avrebbero richiamato altrettanti giovani a venire a visitare questa terra meravigliosa.
Una buona idea mal realizzata, insomma.


Per promuovere la Calabria conclude - serve un racconto nuovo: e per questo occorre un coinvolgimento diretto e concreto, da parte delle istituzioni, della creatività di tanti artisti calabresi, che possono narrare la nostra regione meglio di chiunque altro».

Cristallo: «Muccino ha impoverito l'immagine della Regione»

«Ho criticato il Pasolini regista che ha di fatto impoverito e sgrammaticato il linguaggio cinematografico” Queste parole sono di Gabriele Muccino; sì, lo stesso che nel corto dedicato alla Calabria e costato 1milione e 800.000 euro, fa dire al protagonista: “Dove vuoi che ti porto?" Muccino ha impoverito l’immagine di questa Regione e pure le casse... Muccino ha sgrammaticato il linguaggio e non solo quello cinematografico».

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