Emergenza pandemia

Calabria verso la zona gialla, Occhiuto: «Colpa di anni malasanità»

VIDEO | Il presidente commenta l'ormai quasi certo cambio di colore della regione: «Non è facile colmare i ritardi derivanti da 12 anni di commissariamento»

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di Redazione
10 dicembre 2021
11:03

La Calabria verso la zona gialla, dove raggiungerà Friuli Venezia Giulia e Provincia di Bolzano. È quanto emerge dalla tabella degli indicatori decisionali al vaglio della Cabina di Regia per il monitoraggio settimanale riunita questa mattina. La regione ha infatti superato tutti e tre i parametri che portano al cambio di colore: l'incidenza (a 119, contro un limite di 50), i ricoveri ordinari (16,8% contro un limite del 15%) e le terapie intensive (11,8%, contro un limite del 10%). Con questi dati, la zona gialla è automatica. Dovrebbe salvarsi, per il rotto della cuffia, la Provincia di Trento: incidenza molto alta (233) e terapie intensive al 16,7%, ma i ricoveri ordinari al 14,9%, a un soffio dalla soglia.

«Cambierà poco, perché le restrizioni riguardano solo i non vaccinati, e torna l'obbligo di mascherina anche all'aperto. Ma questa misura l'abbiamo già reintrodotta qualche giorno fa. È giusto però che i calabresi prendano coscienza del fatto che, con un sistema sanitario fatiscente come il nostro, dobbiamo stare più attenti degli altri». Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a Il Foglio, rispondendo ad una domanda sul probabile passaggio della Calabria in zona gialla.


«Il numero dei contagi non è altissimo come in altre Regioni, è il deficit strutturale che ci porta in zona gialla. Ma non è facile colmare i ritardi derivanti da 12 anni di commissariamento della sanità, nei quali né si è ridotto il debito, né si è aumentata la qualità delle prestazioni. Stiamo utilizzando molto le strutture del generale Francesco Paolo Figliuolo, un supporto prezioso, soprattutto per incrementare la campagna vaccinale. Quanto alle terapie intensive il problema non riguarda gli spazi e le attrezzature, ma i medici.
Di anestesisti e rianimatori - continua il presidente - ce ne sono davvero pochi. E proprio a causa del commissariamento e del piano di rientro non abbiamo potuto procedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Diventa quindi difficile trovare personale che venga a lavorare da noi per qualche mese, quando altre Regioni o anche strutture private offrono contratti migliori.
Per questo ho chiesto alle università di poter ricorrere quantomeno agli specializzandi in medicina al quarto anno, che possono svolgere, in affiancamento, funzioni di assistenza».

Il presidente Occhiuto sottolinea come il rapporto con l’esecutivo nazionale «sia stato in queste settimane positivo. Il governo sta dimostrando disponibilità. Avevo chiesto di poter diventare io stesso commissario, e la mia richiesta è stata accolta. Sono moderatamente soddisfatto».

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