Cancellazione voli Crotone, sit-in davanti all'aeroporto: «Sempre più isolati»

VIDEO | La manifestazione organizzata dal Comitato cittadino si è tenuta subito dopo il decollo dell’ultimo aereo per Bergamo. Lamentata la scarsa attenzione verso lo scalo e il territorio pitagorici

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di Francesca Caiazzo
19 gennaio 2021
22:35

Hanno salutato l’ultimo volo in partenza e poi hanno dato vita a un sit-in di protesta. I membri del Comitato Cittadino Aeroporto Crotone, sostenuti da un gruppo di liberi cittadini, sono tornati a manifestare davanti allo scalo pitagorico, dopo la sospensione dei collegamenti per Bergamo e Bologna operati dalla Ryanair. La decisione della compagnia irlandese sarebbe da ricondurre alla contrazione della domanda dovuta al Covid, che ha portato alla riduzione delle tratte in tutto il mondo, ma che di fatto, da queste parti, senza autostrada né treni a lunga percorrenza, lascia il territorio isolato.

Sospensione o interruzione definitiva?

Proprio oggi è partito l’ultimo volo, quello per Bergamo, e non si volerà almeno fino ad aprile. «Oggi per noi – spiega Franco Turano del Comitato - è una giornata amara perché da domani per andare a Milano o Bologna c’è solo il pullman, 20 ore di viaggio: una cosa inaccettabile per i cittadini di questo territorio. Bisognerà capre se si tratta davvero di una sospensione temporanea oppure se, come già successo in passato, è l’inizio dell’interruzione definitiva».


«Ci hanno tolto l’aria»

A manifestare anche una giovane ragazza: «Questo territorio è martoriato e se mai l’aeroporto dovesse davvero chiudere significherebbe trasformare Crotone in un’isola». Per un signore presente alla manifestazione, con la sospensione dei voli «è come se ci avessero tolto l’aria, questo aeroporto è importante per tutto il territorio». «Speriamo di poter volare di nuovo perché avendo parenti fuori a noi conviene partire da qui e non arrivare fino a Lamezia Terme» aggiunge un’altra signora.

«Linea ionica isolata»

Al sit-in, erano presenti le due consigliere di maggioranza del Comune di Crotone, Dalila Venneri e Anna Maria Cantafora. «Siamo qui per sostenere il Comitato perché ci sentiamo sempre più isolati, neanche il Recovery Plan prevede finanziamenti per questa zona e la Regione non ha presentato una progettualità al riguardo» dice la prima.
«La Calabria ha 800 km di costa e dovrebbe valorizzarla tutta, invece questa zona sembra sia destinata all’isolamento. Perché concentrare tutto sul tirreno e non voler fare niente per la linea ionica?» osserva la seconda. 
Venerdì intanto si terrà l’atteso incontro tra una delegazione politico-istituzionale e la Sacal.

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