La conferenza stampa

Carcere Corigliano Rossano, la preoccupazione del Sappe: «Droga e cellulari in cella»

Il sindacato denuncia la difficile situazione in cui versa il penitenziario della terza città della Calabria a causa della carenza di persone e sovraffollamento: «Nella nostra regione mancano circa 350 unità lavorative»

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di Matteo Lauria
26 agosto 2021
15:06
I rappresentanti del Sappe
I rappresentanti del Sappe

Sistema carcerario rossanese vulnerabile e sensibile al facile ingresso di droga e telefonini, personale carente, detenuti con problemi psichiatrici da gestire, aggressioni, suicidi e tentati suicidi. Il quadro presentato dal sindacato Sappe di polizia penitenziaria nel corso di una conferenza stampa è desolante. Alle domande dei giornalisti hanno risposto questa mattina il segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante, insieme al segretario nazionale Damiano Bellucci. La situazione regionale calabrese risente della carente dotazione organica: mancano all’appello circa 350 unità lavorative (20%), in particolare nella categoria degli agenti-assistenti.

A livello ministeriale sono state tagliate le piante organiche senza disporre nuove assunzioni. Di recente sono stati inviati in Calabria 30 agenti (23 uomini e 7 donne), di cui solo 2 a Corigliano- Rossano dove mancano circa 30 unità di varia qualifica funzionale. Gli effetti incidono sui livelli di sicurezza, sulla tutela del personale (a rischio spesso le ferie) e sulla necessità di accorpare alcuni servizi. Altro dramma è la gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, questione che è sorta dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (sin dal 2014). «Per questa tipologia di detenuti occorre personale specializzato presente H24- è stato rimarcato durante la conferenza stampa - Si tratta di detenuti particolari la cui gestione richiede l’intervento di sanitari». La soluzione è quella di individuare strutture adeguate a specifici trattamenti o anche creare sezioni dedicate all’interno dei plessi penitenziari.


Carcere di Rossano,  droga e telefonini

Per quanto riguarda la struttura di Rossano è importante aprire laboratori interni al fine di tenere impegnati i detenuti. Alcuni già esistono e funzionano, ma non sono soddisfacenti. L’attivazione di corsi di formazione aiuta i detenuti a tenere la mente impegnata e ciò consente anche agli agenti della polizia penitenziaria di svolgere una diversa attività di controllo e di sorveglianza rispetto a quello che sta accadendo, soprattutto, dopo l’attuazione della Sentenza Torreggiani (contro il sovraffollamento delle carceri) i cui effetti hanno prodotto un moltiplicarsi di aggressioni, suicidi e tentati suicidi (nel 2019 68 in Calabria e 10 a Rossano). Tra il 2019 e il 2020 in Calabria si sono registrati 212 atti di autolesionismo di cui 19 a Rossano, 3 suicidi in tutta la Regione e 1 a Rossano, le aggressioni 260 in Calabria e 8 a Rossano.

Nella famosa ora d’aria accade un po’ di tutto nel carcere di Rossano, dal traffico della droga all’uso indiscriminato di telefonini. Addirittura, denuncia il segretario Durante, «esiste un vero e proprio tariffario applicato dai detenuti che hanno il cellulare, 50 euro per alcuni minuti di conversazione».  I detenuti in Calabria (12 istituti di pena) al 31 luglio 2021 sono 2604 di cui 53 sono le donne e 454 stranieri, mentre a Rossano sono 284 di cui 39 stranieri, 18 islamici, 3 rinchiusi nella sezione di alta sicurezza.  

Giornalista
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