«Caro Babbo Natale, vorrei solo andare a scuola… anche se vivo a Vibo»

VIDEO | Il messaggio diffuso dal comitato di genitori "Chiedo per i bambini" che si è rivolto al Tar avverso l'ordinanza del sindaco Maria Limardo

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di Cristina Iannuzzi
13 dicembre 2020
20:00

«Caro Babbo Natale, quest'anno vorrei solo andare a scuola, anche se sono un bambino di Vibo Valentia». È il singolare messaggio che da qualche giorno è appeso a diversi balconi della città capoluogo di provincia. Promotore un gruppo di mamme e papà, tutti preoccupati dal protrarsi della chiusura delle scuole.

Genitori consapevoli che i ragazzi di Vibo Valentia hanno gli stessi diritti degli altri alunni calabresi, italiani ed europei. Lo slogan accompagna una lettera a Babbo Natale, che racchiude l'esortazione a mettere in sicurezza le scuole, ma soprattutto a fare chiarezza rispetto a un provvedimento, quello adottato dal sindaco Limardo, che vieta ancora le lezioni in presenza e che presenta diversi lati oscuri.


 

Lo striscione campeggia anche sul balcone di Daila Miceli, una delle tante mamme che animano il comitato di genitori che ha presentato ricorso al Tar, avverso l'ordinanza sindacale, la quale ha deciso di protrarre la chiusura delle scuole fino al 7 gennaio.

 

«Perché a Catanzaro, a Reggio, a Cosenza, a Stefanaconi ed in altri comuni del Vibonese si va scuola in presenza e a Vibo si deve continuare a fare lezione in Dad?», si domandano i genitori. «Perché il Comune non spiega i veri motivi che lo hanno spinto a derogare dalle direttive nazionali? O forse le scuole non si sono adeguate alla normativa in vigore dallo scorso marzo?».

 

Domande che ad oggi non trovano risposte. Una situazione che penalizza i bambini, ma anche le famiglie. La preoccupazione delle mamme e dei papà, è che anche a gennaio le scuole di Vibo possano rimanere chiuse. Pretendono quindi chiarezza e sicurezza, salute e istruzione per i propri figli.

 

«Siamo preoccupati, tanto quanto i genitori favorevoli alla chiusura - chiarisce Francesca Guzzo -. La differenza è che noi vogliamo capire quali sono i dati che giustificano la chiusura. I nostri figli - aggiunge - sono lontani da scuola da troppo tempo e stanno soffrendo. Il timore è che, se con i numeri attuali il sindaco ha ritenuto di non aprire le scuole, non lo farà neppure a gennaio, quando potrebbe presentarsi una nuova ondata di contagi. I nostri figli - conclude - devono tornare a scuola in sicurezza» .

 

Dello stesso avviso Francesco Silvestri, nella sua duplice veste di docente e padre. «La salute prima di tutto, ma anche l'istruzione ha un ruolo fondamentale. La scuola in presenza - spiega - ha un alto valore educativo, permette ai ragazzi di socializzare, di tirar fuori emozioni».

 

L'appello del comitato “Chiedo per i bambini” è pertanto rivolto alle autorità preposte: sindaco, dirigenti scolastici e sanitari, affinché chiariscano alla popolazione quali ostacoli abbiano impedito solo alle scuole di Vibo di riaprire. E intanto nelle prossime ore è attesa la decisione del Tar al quale si è rivolto, come detto, il comitato di genitori.

 

 

Giornalista
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