Castrovillari, partono i test sierologici per gli insegnanti ed è subito caos

VIDEO | Protesta dei professori che si sono ritrovati con file interminabili negli uffici dell’Asp di via Po’. Manca un sistema di prenotazioni ed è facile che si rischi l’assembramento 

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di Vincenzo Alvaro
14 settembre 2020
17:20

Tutti in fila per poter effettuare il test sierologico che, purtroppo, «molti medici di base non hanno voluto effettuare presso i propri studi». E così presso gli uffici Asp di Via Po’ a Castrovillari oggi pomeriggio, primo giorno utile comunicato dall’azienda sanitaria provinciale per venire incontro alle necessità di docenti e personale Ata delle scuole cittadine, l’assembramento tra decine di persone in attesa del proprio turno è stato inevitabile.

 

 

«Siamo stati messi al corrente di questa iniziativa dell’Asp di Cosenza giovedì scorso – dichiarano alcuni docenti in fila – Così ci siamo premuniti di inviare una lista di 35 persone per la prenotazione divisa in due fasce orarie proprio per evitare l’assembramento». Ma quando sono arrivati presso gli uffici dove si effettuano i test hanno trovato persone non prenotate e soprattutto un mancato sistema di gestione della fila. «Bastava mettere dei numeri per evitare di farci stare in fila qui per ore» - dichiarano altre inseganti – «Siamo qui dalle 15 e ancora dobbiamo entrare». Per molti la rabbia è quella che si riversa sui medici di base che in molti avrebbero declinato l’invito a poter effettuare, per i propri pazienti, i test presso gli studi medici.

 

 

«Siamo stanchi – dichiara una docente del Liceo Classico – perché siamo al lavoro da stamattina per prepararci alla ripartenza in tutta sicurezza ed ora siamo qui fermi in fila e non sapremo se riusciremo a fare il test oggi visto quanta gente c’è in coda». Per altri questa ressa «c’era da aspettarsela» visto che «molti dei medici di base hanno deciso di non effettuare i test presso i propri studi ed hanno inviato gli elenchi all’Asp e proprio perché c’era da aspettarselo gli uffici dell’Asp avrebbero dovuto apportare qualche correttivo per una migliore gestione delle persone in fila». E mentre le ore trascorrono la fila si ingrossa e molti decidono di tornare a casa e riprovare uno dei prossimi giorni.

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