Castrovillari, verso la stabilizzazione a 30 ore per 36 precari del Comune

Sospiro di sollievo per i lavoratori di pubblica utilità che ieri avevano simbolicamente occupato l'aula consiliare. La notizia è arrivata all’inizio del consiglio comunale odierno

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di Vincenzo Alvaro
30 dicembre 2020
14:34
Alcuni lavoratori Lpu in aula consiliare
Alcuni lavoratori Lpu in aula consiliare

«Oggi abbiamo scritto una bella pagina per la città, le istituzioni democratiche, il sindacato, ma soprattutto per i lavoratori interessati, assicurando la stabilizzazione a trenta ore settimanali per 36 lavoratori ex Lsu - Lpu del Comune di Castrovillari». Lo afferma Benedetto Di Iacovo, segretario Confial, che insieme agli altri rappresentanti sindacali Francesco Di Vasto, Pierpaolo Lanciano, Silvano Scarpino, Vincenzo Casciaro, Vincenzo Laurito in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil, ha finito di ascoltare il sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, comunicare la pubblicazione dell’avviso per la stabilizzazione dei precari in forza al comune all’inizio del consiglio comunale odierno.

L’amministrazione di centro sinistra aveva già previsto nel nuovo bilancio stabilmente riequilibrato la stabilizzazione dei dipendenti che da oltre 25 anni lavorano tra le fila del comune e attendono di colmare quel vulnus che in queste ore è stato messo a rischio dalla cancellazione della norma salvaguardia di questi lavoratori, che però il Governo ha assicurato sarà risolta al massimo entro domani.


La giornata febbrile di ieri

Ma per ora si tira un sospiro di sollievo per le unità lavorative che nel giro di 24 ore sono passate dal rischio licenziamento ad una prospettiva di futuro. La giornata di ieri è stata quella più febbrile con relazioni sindacali serrate tra amministrazione comunale, Regione Calabria, Ministero del lavoro, commissione Costel di vigilanza sugli Enti in dissesto, nonché alcuni parlamentari, perché «nulla era scontato – riferisce Di iacovo – La situazione era nera e nessuno sperava si potesse giungere alla svolta odierna» dopo la bocciatura dello specifico emendamento in finanziaria che non aveva concesso le necessarie proroghe e le coperture finanziarie per i prossimi tre mesi. Una notizia che «ci ha presi alla sprovvista» – racconta Vincenzo Laurito della Cgil – dopo che l’emendamento approvato in commissione bilancio della camera consentiva «di farci respirare» almeno fino a marzo e mettere in piedi la programmazione con enti comunali. La norma cancellata all’improvviso ha fatto andare «tutti nel panico» e ci si è messi freneticamente al lavoro per salvare il salvabile grazie anche alla disponibilità di molti enti pubblici.

L’occupazione simbolica dell’aula consiliare

Ieri la drammaticità della situazione aveva fatto scegliere ai lavoratori di occupare la sala consiliare come pura forma «simbolica di protesta» non contro l’amministrazione comunale, spiegano i lavoratori, ma solo per riaccendere i riflettori sulla problematica che li ha investiti a fine anno. Dopo l’annuncio dell’esecutivo Lo Polito di voler procedere alla pubblicazione del bando - che diventerà operativo con i primi colloqui già dal 5 gennaio – i lavoratori ed i sindacati hanno lasciato l’aula dove si è svolto il consiglio comunale convocato per oggi nel pieno rispetto della normativa anticovid. L’Amministrazione ha approvato la delibera relativa all’avviso pubblico per la stabilizzazione dei 36 ex Lsu/Lpu in forza presso il Comune da oltre due decenni e da oltre quatto con contratto a tempo indeterminato.

«Siamo ancor più soddisfatti -ha concluso il Segretario Generale nazionale Benedetto Di Iacovo- non tanto e non solo per l’importante risultato quanto per la chiusura definitiva di una ”vergogna di stato” rappresentata proprio da quella bieca forma di sfruttamento che per decenni ha tenuto questi lavoratori in una condizione di marginalità e ai limiti della invisibilità e della dignità delle persone». Il ringraziamento del sindacato tutto al sindaco Lo Polito, all’amministrazione e a tutti i consiglieri comunali, nonché ai dirigenti che già stamattina a prima ora (e questo evidenzia ulteriormente il filo del rasoio sul quale abbiamo agito, anche se si tiene conto che trattasi di Ente in dissesto finanziario) hanno prodotto l’atto amministrativo che ha consentito di sbloccare la vertenza, facendo cessare anche la forma di lotta dell’occupazione simbolica dell’aula consiliare».

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