Centro Commerciale Due Mari, il tribunale impone un amministratore giudiziario

VIDEO | Gravi le anomalie gestorie individuate, in particolare nei rapporti tra i fratelli Pasquale e Marcello Perri che sarebbero lesive della società. Ma quest'ultima smentisce e mostra le carte con la nomina del nuovo amministratore

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di Tiziana Bagnato
9 febbraio 2021
13:44

«Un quadro di grande disagio nella gestione della società che impone l’intervento del tribunale, specie alla luce del fondato pericolo di paralisi dell’attività sociale derivante dalla mancanza di un socio di maggioranza». Lo dice la sentenza con la quale il Tribunale di Catanzaro ha deciso di affidare per sei mesi il centro commerciale Due Mari, il più grande della Calabria, ad un amministratore giudiziario, levandolo all’amministrazione unica di Pasqualino Perri.

Continua a navigare nella bufera una struttura già coinvolta nel 2016 nell’operazione Nettuno che portò su richiesta della Dda al sequestro e successivamente alla revoca del provvedimento. All’epoca finirono nel mirino del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro della Guardia di Finanza beni per un valore di 500 milioni di euro, riconducibili ad affiliati alla cosca di 'ndrangheta di Iannazzo di Lamezia Terme e tra questi vi fu proprio il centro commerciale “Due Mari”, situato a Maida, nel Lametino.


Ad aprire questo nuovo capitolo della vicenda è stata la curatela fallimentare della F.P. Holding s.r.l., (rappresentata da Gennaro Brescia e dall'avvocato Francesco Iacopino), che ha in mano il 33 per cento delle quote. Un altro 33 per cento è a carico di Pasqualino Perri, la quota restante sarebbe del fratello Marcello Perri, receduto nel 2011.

Il  ricorso è stato ritenuto fondato dal foro catanzarese che ha così stabilito la revoca dell’amministratore unico e la nomina di una nuova figura giudiziaria, Paolo Florio. Tante e di diverso tipo le anomalie evidenziate. A partire dal fatto che l’amministratore unico Pasqualino Perri ha affidato una delega gestoria generale all’ex socio Marcello Perri, nonostante quest’ultimo avesse in corso diversi procedimenti giudiziari proprio con la società Due Mari.

Poteri superiori a quanto previsto da statuto e legge, affidati con una vera e propria procura generale, ad un «ex socio receduto con il quale pende giudizio per la liquidazione della quota sociale». C’è poi un altro nodo. L’amministratore unico, Pasqualino Perri, ha impegnato con una scrittura privata la società ad acquistare un bene di cui è già amministratore. Si tratta dell’immobile nel quale è collocato il supermercato Nuova Nave, nel centro dell’ex comune di Nicastro, e di cui è proprietario proprio Marcello Perri.

La società Due Mari si è impegnata ad acquistarlo e, spiegano i giudici, ha versato a Marcello Perri il doppio della cifra di mercato. Ma non solo. L’esborso è avvenuto prima del rogito e il compendio immobiliare oggetto del contratto non sarebbe stato ancora trasferito. Una cifra imponente quella versata per la struttura pari a 4 milioni e mezzo di euro e che pesa non poco sul bilancio.

Ma, affermano i giudici, «l’amministratore unico, non solo non ha mai inteso fornire chiarimenti in ordine alla menzionata operazione, ma ha sempre mantenuto un atteggiamento evasivo a fronte di qualsivoglia richiesta di consultazione della documentazione contabile e societaria formulata dalla curatela, così disattendendo i propri obblighi di informazione».

I giudici contestano poi la mancata convocazione delle assemblee per l’approvazione del bilancio relativo all’anno 2019 e per la nomina dell’organo di controllo, oltre che l’omessa distribuzione degli utili. «Emergono una serie di gravi anomalie gestorie in grado di pregiudicare l'interesse della società a una seria e corretta gestione dell’impresa» sottolineano i magistrati.

Come nel caso della risoluzione di diritto del contratto di gestione del centro commerciale Due Mari stipulato nel 2019 con la società Cushman, la quale, dopo avere, senza esito, diffidato formalmente la società Due Mari ad adempiere al pagamento della somma di 169.125,21 euroa titolo di fatture insolute, ha dichiarato sciolto il contratto.

Anche in questa occasione è emersa l’impossibilità del Curatore «di avere notizie in ordine all’andamento degli affari a causa del contegno gravemente omissivo dell’amministratore unico, che si rifiuta di fornire informazioni e documenti societari. Tale difetto informativo preclude qualsivoglia valutazione in ordine agli attuali interessi della società rispetto alle operazioni economiche in corso (prima tra tutte la compravendita immobiliare con la società La Nuova Nave)». Nel giudizio la curatela è stata assistita dal professore Ulisse Corea.

La replica della società Due Mari

Pasqualino Perri si sarebbe dimesso di sua sponte dall'incarico di amministratore unico della Due Mari prima dell'intervento del Tribunale: è una delle precisazioni contenute nella nota stampa con la quale la società tiene a chiarire alcuni aspetti della vicenda.

Il deposito del provvedimento del tribunale è avvenuto il 3 febbraio, la rinuncia all'incarico sarebhe precedente, con tanto di nomina di altro professionista. Si tratta di Fabio Massimo Morelli e nella delibera dell'assemblea con il quale è avvenuta la proposta  è messa nera su bianco l'opposizione del curatore fallimentare il quale sarebbe venuto a conoscenza del nome solo in sede assembleare. Dopo discussione, al termine dell'assemblea, all'unanimità vengono accettate le dimissioni di Pasqualino Perri, seguito dal legale Vincenzo Visciglia, e la nomina di Morelli. 

«Vi è da dire inoltre, per una migliore intelligibilità della vicenda, che il giudizio dinanzi al Tribunale delle Imprese  si è svolto peraltro senza il legittimo contraddittorio per una notifica tardiva. E, conseguentemente la stampa è stata utilizzata come megafono della posizione di una sola parte e per fini certamente privi di rilevanza pubblica. La decisione del Tribunale delle Imprese di Catanzaro - si legge nella nota della società -  ha, quindi, risentito della mancanza in atti di un documento significativo per la decisione della domanda scrutinata. Circostanza quest’ultima, che insieme alle ulteriori censure, che saranno sottoposte al giudice del reclamo, consentirà alla compagine societaria di far luce circa il trasparente operato dell’amministratore, il quale, peraltro, nei mesi scorsi ha tempestivamente notiziato le competenti autorità giudiziarie di tutta una serie di condotte poco cristalline poste in essere da soggetti terzi e privi di legittimazione».

Giornalista
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