Angelo Calvano, una scomparsa di cui nessuno parla più

Dell'uomo, affetto da lievi disturbi psichici, non si hanno più notizie dal 31 agosto 2016 quando si persero le tracce da Santa Maria del Cedro

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di Francesca  Lagatta
5 dicembre 2018
12:04

Angelo Calvano, per tutti Angiolino, è scomparso nel nulla il 31 agosto 2016, senza lasciare tracce e senza fare rumore, così come ha vissuto tutta la sua vita, minata da difficoltà economiche e disagi mentali che lo costringevano ad assumere quotidianamente degli psicofarmaci, un po’ per tenere a bada quei fantasmi che gli affollavano la mente, un po’ per soffocare quella solitudine che è tipica di chi non si è conformato a questo mondo e ha deciso di restarne fuori, in un’altra dimensione.

Chi è Angelo Calvano

Prima della scomparsa, Angelo Calvano vive in una casa popolare a Marcellina, una frazione di Santa Maria del Cedro, e ha un corpo esile, capelli cortissimi e aria trasadata. Non ha parenti, fatta eccezione per i suoi fratelli, che vivono più o meno i suoi stessi disagi e che non si danno pace. Uno di loro è venuto a mancare per complicazioni di salute solo qualche mese più tardi. Passa il tempo a "impartire" ordini a operai e assessori comunali e a controllare che tutto vada bene in paese, per questo tutti lo conoscono come "Angelo il sindaco".

Non è la prima che va via senza avvisare, era già successo altre volte, ma le ricerche si erano concluse appena qualche ora dopo con il ritrovamento dell’uomo, in stato confusionale ma tutto sommato in buone condizioni di salute. E nemmeno troppo lontano da casa.

Questa volta, invece, manca da casa da due anni e tre mesi. Non torna e non si trova, nonostante inizialmente le ricerche degli uomini delle forze dell’ordine e dei gruppi di volontari siano state serrate.

La scomparsa

La notizia già dalle prime ore getta nello sconforto l'intera comunità santamariese, che lo ha letteralmente adottato. Ma quel pomeriggio del 31 agosto nessuno vede Angelo allontanarsi dalla sua abitazione, nonostante il quartiere sia molto frequentato, e di conseguenza nessuno sa in quale direzione cercare. Per di più, sulla sua vita c'è poco da indagare.

Ben presto la sua storia approderà al programma "Chi l'ha visto?", che se ne occuperà a lungo.

L'ipotesi agghiacciante

Non può essere coinvolto in affari illeciti e le sue frequentazioni si contano sulle dita di una mano. Con queste premesse, si fa largo un'ipotesi agghiacciante. Secondo una ricostruzione dell'inviato di Rai 3, Angiolino Calvano sarebbe finito nella morsa dei sanguinari uomini di Franco Muto, il boss cetrarese arrestato un mese e undici giorni prima che il "sindaco" si allontanasse dalla sua abitazione senza farvi più ritorno.

Angelo un testimone scomodo?

I cani molecolari attivati per le ricerche avrebbero annusato l'odore di Angiolino fino all'aviosuperficie di Scalea, precisamente nel punto in cui la Guardia di Finanza sequestrerà poco dopo una piantagione di canapa indiana coltivata da un uomo di Cetraro. Il nesso con la cosca sarebbe rappresentato da un amministratore dell'aeroporto finito al centro di una bufera giudiziaria perché inizialmente accusato collusione con i Muto, salvo poi essere scagionato e riconosciuto come vittima a causa delle richieste estorsive ricevute.

In sostanza, il cronista dice che Angiolino, affetto da ritardo psichico e imbottito di psicofarmaci, una volta lì avrebbe visto qualcosa di sospetto e sarebbe stato ucciso o nascosto dal clan perché ritenuto uno scomodo testimone.

I presunti avvistamenti

Ma la voglia di ritrovare Angelo vivo è più forte delle tragiche ipotesi giornalistiche e lo stesso programma, qualche mese più tardi, sollecitato dalla comunità di Santa Maria del Cedro, apre uno spiraglio sul ritrovamento. Dopo la sua scomparsa il 58enne sarebbe stato avvistato a Napoli. C'è chi è pronto a giurare di averlo visto e di averci parlato in un locale del posto. Nella stessa zona, un gruppo di volontarie conferma la versione dichiarando di aver fornito più di una volta il pasto ad Angelo nella sede della Caritas, ma di non averne più notizie ormai da mesi.

Il silenzio sulla vicenda

Nessuno può dire se quelle testimonianze siano vere o frutto dell'immaginazione degli intervistati, l'unica certezza è che nessuno abbia avvisato le forze dell'ordine e di Angiolino a distanza di due anni e mezzo si è persa ogni traccia, così come le speranze di ritrovarlo in vita.

Ma non sarebbe comunque il caso di insistere nelle ricerche e capire cosa sia successo quel 31 agosto 2016? Perché tutta questa rassegnazione, tutto questo silenzio da parte delle istituzioni sulle sorti di una vita umana?

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