Circuito teatrale regionale, nuovi guai giudiziari per il presidente Oliverio?

Ci sarebbe una indagine aperta da parte della Procura di Catanzaro in relazione al bando del 2016 vinta da tre compagnie con i medesimi direttori artistici 

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di Salvatore Bruno
10 maggio 2019
21:17

Ci sarebbe una nuova ipotesi di reato contestato al presidente della Regione Mario Oliverio, da parte della Procura di Catanzaro, questa volta per il reato di turbata libertà degli incanti continuata e in concorso. La vicenda, appresa in ambienti giudiziari non è stata confermata dal legale di fiducia del governatore Vincenzo Belvedere. Sarebbe tuttavia riferita all’assegnazione dei fondi stanziati nel 2016 per il Circuito teatrale regionale, messi a bando per un importo di complessivi 660 mila euro, spalmati sulle tre macroaree nord (provincia di Cosenza), centro (province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia) e sud (provincia di Reggio Calabria).

Compagnie diverse, stessi direttori artistici

Al termine delle procedure di gara, sono risultate vincitrici tre compagnie: la Ginestra per Cosenza, Portacenere per la zona centro e Officine joniche. Tutte e tre avevano un denominatore comune: avevano designato Dante De Rose e Marco Silani in qualità di direttori artistici. Alcune compagnie rimaste fuori dalla graduatoria hanno proposto ricorso al Tar, e lo hanno perso. Nel frattempo però, si è messa in moto la macchina giudiziaria per accertare che l’aggiudicazione fosse avvenuta seguendo i crismi della regolarità. Anche perché proprio due delle compagnie rimaste senza contributo, Dracma e Teatro del Carro, avevano previsto in anticipo l’esito del bando. Su questo punto, Silani e De Rose hanno sempre sostenuto che, poiché i partecipanti erano solo sette e i punteggi erano facilmente desumibili attraverso le griglie di progetto, non era necessario rivolgersi ad un veggente per ipotizzare il risultato della selezione.

I rapporti con Adriana Toman

A suscitare le perplessità dei ricorrenti sono stati in particolare i rapporti di lunga amicizia che legano Marco Silani ad Adriana Toman, molto vicina al governatore Oliverio. E’ così partito un esposto sia all’Autorità Anticorruzione, sia alla magistratura, che ha aperto un fascicolo. Adesso, secondo quanto si è appreso, le indagini sarebbero giunte a conclusione. Nel frattempo i fondi sono stati erogati alle tre compagnie vincitrici, ed impiNegati per la realizzazione di 129 spettacoli. I due direttori artistici, secondo quanto si apprende dalle rendicontazioni del progetto, avrebbero incassato a titolo personale come compenso per l’opera prestata, 45 mila euro lordi, pari a circa 29 mila euro al netto delle trattenute per le tasse.

Giornalista
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