Coronavirus, Arcuri: «Siamo in guerra e io devo trovare le armi per vincerla»

Il commissario all'emergenza illustra gli sforzi che si stanno facendo per reperire ventilatori e mascherine. Fondamentali il contributo degli italiani e gli aiuti provenienti dagli altri Paesi

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di Redazione
22 marzo 2020
17:18
Il commissario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri
Il commissario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri

«Noi siamo in guerra e io devo trovare le munizioni per far sì che questa guerra il nostro Paese la vinca prima e meglio degli altri». Sono le parole di Domenico Arcuri, commissario all'emergenza coronavirus, a “In mezz'ora in Più” su Rai3 riferendosi allo sforzo per reperire mascherine e presidi sanitari necessari.

 

«Oggi distribuiremo 150 ventilatori – aggiunge -: in un giorno il 30 per cento di quanti sono stati distribuiti finora. Dalla prossima settimana ne distribuiremo quantità ancora più importanti. Da lunedì, al più tardi martedì, tutte le regioni italiane avranno le mascherine che servono per la parte più critica dell'emergenza: medici, operatori sanitari, malati. Dalla settimana successiva contiamo di dare dispositivi di protezione individuale a tutti gli italiani che ne hanno bisogno».

 

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Il contributo degli italiani

Sottolinea poi il sostegno straordinario che sta arrivando dalle aziende italiane: in quattro giorni sul conto aperto per le donazioni, grandi aziende e grandi banche, ma anche piccole aziende e semplici cittadini hanno versato 250 milioni, che serviranno per comprare altri ventilatori e mascherine.

«In Cina in due settimane hanno creato un ospedale, noi vogliamo dimostrare che in poche settimane riusciamo a contribuire con una produzione nazionale che oggi non c'è. Molti grandi aziende italiane ci stanno aiutando nella ricerca di materiale, ovunque si trovi. E 180 aziende della Camera della Moda si sono messe insieme per produrre mascherine, ci dicono che riusciranno a produrne 2 milioni al giorno. L'obiettivo è evitare di andare in giro per il mondo», afferma ancora. «Da domani sarà operativo un nuovo incentivo, introdotto dal governo, sarà gestito da Invitalia. Il governo ha messo a disposizione 50 milioni per le aziende italiane che vogliono riconvertire la produzione per iniziare a produrre dispositivi di protezione individuale che tanto ci servono».

 

L’aiuto dagli altri Paesi

«La Francia ci ha regalato un milione di mascherine, la Germania ci ha mandato decine di ventilatori, il presidente del Consiglio Conte ha chiesto e ottenuto dal presidente Putin alcuni aerei dalla Russia con 180 medici, infermieri, ventilatori e mascherine. Il ministro Di Maio ha lavorato con la rete dell'ambasciate per avere la possibilità di acquistare mascherine in Cina. Sento uno straordinario supporto del governo e degli italiani, come ha detto Conte stiamo vivendo il più grande dramma degli ultimi 60 anni e solo se siamo tutti insieme riusciremo a superarlo. Faccio il commissario di tutti gli italiani, non solo di una parte del paese», dice ancora. «Tutte le guerre si vincono con i propri eserciti e con i propri alleati. Due giorni fa ho sequestrato un quantitativo importante di un farmaco che serve a tenere sedati i nostri concittadini che sono in terapia intensiva, questo farmaco stava partendo per il Messico. Era una cosa insopportabile».

 

I medici pronti a scendere in campo

Infine, Arcuri ringrazia i quasi ottomila medici italiani che hanno dato la loro disponibilità per entrare a far parte di una task force che andrà ad operare nelle zone più vessate dall’emergenza: «Sono stati in 7923 a rispondere all'appello della Protezione Civile. Contiamo di mandarne 300 entro la settimana prossima nei territori più colpiti, poi potremmo mandarne ancora altri».

 

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