Con un coltello da cucina semina il panico per le vie di Bianco e aggredisce i carabinieri: arrestato

Il 35enne in preda alla rabbia ha anche frantumato a calci i parabrezza di alcune autovetture parcheggiate. Alla fine è stato fermato dai carabinieri e trasferito in carcere

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di Redazione
19 luglio 2021
14:38

A Bianco, i Carabinieri hanno arrestato M.I., nigeriano di 35 anni, perché resosi responsabile di una violenta aggressione con coltello nei confronti dei militari dell’Arma intervenuti a seguito di una chiamata al 112. Numerosi i reati contestati. Ora il giudice ha disposto il carcere.

Nello specifico, nel primo pomeriggio di venerdì, i militari della Compagnia di Bianco sono intervenuti nel centro abitato a seguito di segnalazione giunta al 112 circa la presenza di un uomo di colore aggirarsi armato di coltello per le strade cittadine, minacciando e terrorizzando la popolazione.


L’uomo rapidamente individuato nei pressi di via Garibaldi e riconosciuto subito in M.I., nigeriano ospite del locale progetto “Sprar” di Bianco, all’atto del controllo, ha dato luogo a una vera e propria escalation di violenza contro i militari dell’Arma e contro alcuni cittadini inermi. Dapprima ha minacciato di morte i carabinieri, gli si è scagliato contro brandendo un grosso coltello da cucina e sferrando più fendenti, poi ha proseguito furiosamente infrangendo a calci i parabrezza di alcune autovetture parcheggiate, tra cui anche una di servizio, e cercando più volte di ingaggiare uno scontro fisico con i militari contro i quali ha tirato più di un pugno andato a vuoto.

Il tutto sotto lo sguardo incredulo degli abitanti circostanti che osservavano la scena dietro le finestre delle proprie abitazioni. Oggetto di minacce di morte anche alcuni residenti scesi in strada. I militari hanno cercato di contenere la rabbia dell’uomo, evitando lo scontro fisico e impedendo così che potesse fare del male agli operatori, ai cittadini e a sè stesso. Infine i militari sono riusciti a instaurare un dialogo persuadendolo a desistere e una volta calmatosi è stato ammanettato e portato presso il carcere di Reggio Calabria “Arghillà”. A scatenare la rabbia dell’uomo, non nuovo a questo tipo di condotte, anche problemi di natura psichica.  

 

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