Nuovo progetto

Corigliano Rossano, donne vittime di violenze: inaugurata una nuova struttura protetta

VIDEO | È destinata ai soggetti ad alto rischio la Casa rifugio dell’associazione Mondiversi. L’appello de presidente dell’associazione Mondiversi Antonio Gioiello: «Bisogna fare rete»

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di Matteo Lauria
13 agosto 2022
23:00

Una struttura di primo intervento per le donne vittime di violenza. Inaugurato a Corigliano Rossano un nuovo centro di accoglienza Casa rifugio libere donne che potrà ospitare uno o più soggetti in situazioni ritenute ad alto rischio, garantendo protezione e servizi. Il progetto è stato promosso dall’associazione Mondiversi onlus e dal centro antiviolenza Fabiana Luzzi che ha già concepito una Casa rifugio (per i periodi più lunghi di accoglienza – 7 posti letti) ed un’altra sede destinata alle donne che denunciano e che finiscono nel mirino di carnefici.

Il fenomeno è in accentuata crescita e nella città di Fabia Luzzi, la giovane bruciata viva nel 2013 nelle campagne di Corigliano, tende ad aumentare. Importante si rivelano gli interventi legislativi a tal riguardo, ma occorre investire sulle strutture di supporto. È importante «fare rete», fa sapere il presidente dell’associazione Mondiversi Antonio Gioiello, tra i vari soggetti in campo: forze dell’ordine, centri antiviolenza, case rifugio, enti locali, aziende sanitarie.


«Qui c’è una mancanza - afferma Gioiello - è necessario stipulare un protocollo con i vari attori in campo affinché questo tipo di intervento venga coordinato. Un ruolo significativo può essere svolto dall’Amministrazione comunale.  Un altro aspetto da sottolineare è quello relativo ai finanziamenti, le nostre strutture vengono finanziate meno di un evento culturale. Quando accadono eventi drammatici tutti a manifestare attenzione al fenomeno dei femmicidi, poi però notiamo che i bilanci destinati al sostegno annualmente si riducono».

Garantita la riservatezza alle ospiti   

Barbara Lavorato, responsabile della casa rifugio “Libere Donne” sottolinea il dato secondo cui la struttura avrà un indirizzo «segreto» a tutela delle vittime e sarà garantita la più assoluta riservatezza mediante anche l’attivazione di dispositivi di sicurezza.

Al cerimoniale di inaugurazione erano presenti i rappresentanti delle forze dell’ordine, carabinieri e polizia, il vicesindaco della città di Corigliano Rossano Maria Salimbeni, il presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo. La questione della violenza di genere presenta delle criticità nelle fasi topiche di un evento di cronaca.

La vittima ha bisogno di un punto di riferimento quando entra nel tunnel della violenza e, spesso, le forze dell’ordine a fatica riescono a trovare le soluzioni. Ecco l’importanza di questi centri, come conferma il luogotenente Giorgio Scavello, comandante della stazione carabinieri di Corigliano Scalo: «Noi dobbiamo dare una immediata risposta alle esigenze del momento. Quando entra una donna vittima di violenze in caserma abbiamo l’obbligo di metterla in sicurezza e questi centri si rivelano indispensabili».

Il vicesindaco Maria Salimbeni si è soffermata sulla crescita di coraggio di molte donne che iniziano a denunciare episodi di violenza soprattutto quella domestica. «È necessario fare rete, commenta l’amministratrice, ma per far questo occorre avere fiducia nei confronti degli attori in campo». In linea il presidente Grillo che lancia un messaggio alle tante mamme e alle vittime di violenza: «Non c’è da vergognarsi, bisogna denunciare e rivolgersi agli organi dello Stato». 

Giornalista
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