Fogna e topi nel cuore di Corigliano Rossano, i residenti: «Da 9 anni viviamo così»

VIDEO | Odori nauseabondi, insetti, ratti. Prevale l’esasperazione nella cittadina del Cosentino: «Nessuna risposta dalle istituzioni nonostante le denunce datate e le segnalazioni»

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di Matteo Lauria
6 settembre 2020
10:58

Monta la protesta tra residenti e commercianti nel cuore della città di Corigliano Rossano, area urbana Rossano. All’ingresso cittadino, ciò che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita di un centro urbano, si rinviene una intersecazione tra torrenti (Inferno e Citrea) che ospita reflui, o fogna mista alle acque bianche. Il risultato è che gli abitanti della zona all’incrocio tra Viale Regina Margherita, Viale Sant’Angelo e Via dei Normanni sono giunti ai limiti della civile tolleranza. E nonostante le sollecitazioni agli uffici comunali nulla si muove di concreto.  

L'ira dei ristoratori 

C’è chi ha investito in quella zona: un imprenditore ha un locale ricettivo su due livelli, il piano sottostante non può utilizzarlo per il fetore della fogna. «Abbiamo le finestre del locale che danno sul letto del torrente, ogni sera le esalazioni, i liquami, il cattivo odore, inondano l’area del seminterrato e talvolta l’olezzo raggiunge anche i livelli superiori in cui operiamo come ristoratori. E siamo costretti a ricorrere a candele profumate e incensi. Una sala bellissima ma non possiamo sfruttarla in quanto praticamente inagibile».   

La denuncia del 2011

La gravità della denuncia è che interi quartieri possano sversare liquami nel torrente.

Gli operai dell’ufficio manutenzione sono intervenuti e, rimuovendo l’erbaccia, hanno rinvenuto una condotta di scarico. L’aspetto grave, di tipo strutturale, è l’ipotesi che interi quartieri sversano fogna nel torrente Citrea, in particolare il sospetto giunge dalla zona di Via Piave, una parallela di una delle vie principali della città. 

Nel 2011 venne depositata agli uffici preposti una corposa e  circostanziata denuncia da residenti e operatori commerciali, rivolta all’allora sindaco, al dirigente del settore “lavori pubblici”, al comandante della polizia municipale, al comandante della compagnia dei carabinieri, al servizio Igiene e Prevenzione dell’Asp. A distanza di 9 anni nulla si sa, e lo sfogo fognario è ancora vivo. All’epoca si segnalava come «da più tempo accade che il torrente Citrea costituisce organismo destinato al deflusso degli scarichi fognari di una parte della città attraverso conduttura che viene alternativamente aperta e chiusa da operai appositamente demandati a tanto». Agli odori nauseabondi, si aggiunge la presenza di ratti, zanzare, insetti.   

Una nuova condotta

Sul torrente s’affacciano anche studi professionali, un tecnico geometra che segue la vicenda da sempre, presuppone il «riversamento di liquami fognari in uno scolo abusivo che confluisce nel torrente Inferno e si congiunge con il Citrea. Una vecchia storia da sempre segnalata alle autorità preposte, ma si è sempre sorvolato. Il problema potrebbe essere risolto individuando le fonti di scarico e realizzando una nuova condotta».

Intere famiglie costrette a vivere con le finestre chiuse a causa degli effetti nauseabondi. «Siamo ignorati dalle istituzioni – racconta una residente – stiamo segnalando questa situazione costantemente ma è come si sbattesse contro un muro di gomma. L’unico intervento che l’ufficio preposto è riuscito a fare è il taglio dell’erba».

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