Corigliano Rossano, in 350 si prenotano per il Vax day ma non si presentano

Duro attacco del direttore sanitario dell'Asp di Cosenza Martino Rizzo: «La situazione complessiva della sanità cosentina è drammatica. La politica non usi i vaccini per fini elettorali»

 

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di Matteo Lauria
26 aprile 2021
10:40
Il Palabrillia di Corigliano-Rossano
Il Palabrillia di Corigliano-Rossano

I due giorni di Vax day al Parlabrillia di Corigliano Rossano si sono conclusi con un bilancio di 1350 dosi somministrate di vaccini AstraZeneca sui circa 1700 prenotati.  Sul posto, nella giornata di ieri, si è recato anche il generale Saverio Pirro, delegato della struttura nazionale del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. Pirro si è complimentato con l’organizzazione, sottolineando l’esigenza di rispettare la piattaforma e lavorare nella direzione della più assoluta trasparenza cercando di dare priorità assoluta ai “fragili” e agli over 60.

Vaccinazioni, positivi e ricoveri

«Sul piano vaccinazioni stiamo procedendo bene - ha affermato il direttore sanitario dell’Asp di Cosenza Martino Rizzo – dopo la provincia di Catanzaro abbiamo la percentuale più alta di ultraottantenni e fragili ai quali è stato somministrato il vaccino». Nel frattempo i dati dei contagi al SarsCov-2 nella provincia di Cosenza continuano ad essere alti: 248 tamponi positivi su un totale di 935 effettuati che tradotto in termini di percentuali raggiungono il 26,5% un dato decisamente al di sopra della media nazionale. Calano invece gli accessi in ospedale dopo il periodo di alta concentrazione dei flussi: 235 in totale, di cui 115 presso l'A.O. di Cosenza (16 in rianimazione). Su Corigliano-Rossano si sono registrati nell’ultima settimana 73 casi positivi, 297 negli ultimi 14 giorni.


La polemica

Non manca qualche nota polemica sulle ragioni che sono alla base delle criticità dell’Asp cosentina e il Direttore Rizzo non si risparmia: «La situazione complessiva della sanità cosentina è drammatica. Si potrebbe fare molto se solo si lasciassero lavorare i tecnici ma purtroppo per qualcuno è già iniziata la campagna elettorale. C'è chi non ha ancora capito che non si guadagnano voti facendo un uso politico della vaccinazione, ma solo aiutando il sistema ad essere più trasparente e giusto, garantendo agli aventi diritto, e solo a quelli, la vaccinazione, nella consapevolezza che prima o poi toccherà a tutti. C'è chi non ha capito che la situazione è grave».

 

Giornalista
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