Coronavirus nella Sibaritide, l’allarme dell’Asp: «Abbracci, feste e troppa disinvoltura»

Il direttore del servizio Igiene e Prevenzione dell’Azienda sanitaria di Cosenza Martino Rizzo mette in guardia sulla sottovalutazione della pandemia: «Non vorrei che, come per le discoteche, si arrivi a qualche chiusura»

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di Matteo Lauria
5 ottobre 2020
12:10
Un momento del motoraduno (Corigliano-Rossano)
Un momento del motoraduno (Corigliano-Rossano)

L'allarme lo lancia il direttore del servizio Igiene e Prevenzione dell’Asp di Cosenza Martino Rizzo che dal proprio profilo social Fb afferma:«Mi sarò sbagliato, ma il Covid evidentemente non esiste. Altrimenti non si spiegherebbero gli abbracci e baci, gli assembramenti per la strada, le cerimonie ed i festeggiamenti nei locali per ricorrenze varie, la disinvoltura con cui si va in giro. Non vorrei che, come per le discoteche, si arrivi a qualche chiusura (ristoratori avvisati, organizzatori di eventi avvisati, ecc)».

 

Trend in crescita in Italia e in Calabria. I contagi da Covid-19 aumentano, gradualmente, anche nella Sibaritide e a Corigliano Rossano. Non si riscontra, tuttavia, tra i cittadini la consapevolezza del pericolo e, forse, non si ha contezza dei forti limiti sul fronte sanitario che sussistono anche e soprattutto nella Sibaritide. In quest’ultimo week-end, nonostante l’obbligo a indossare la mascherina, si riscontrano continue e costanti violazioni. Accade nella movida notturna, così come in iniziative spontanee. La fascia anagrafica più indisciplinata è quella dell’adolescenza, maggiorenni e soggetti in età più adulta seguono a ruota.

 

Contestata l’organizzazione del motoraduno

Altra testimonianza, non meno importante, e che conferma l’orientamento di eccessiva disinvoltura nell’approccio alle precauzioni dal tessuto sociale, arriva dall’ambientalista ed ex referente del Wwf della Sila Greca Fabio Menin, che coglie l’occasione di stigmatizzare la condotta tenuta in larga parte di inosservanza all’uso della mascherina, nel corso del motoraduno che si è tenuto ieri a Corigliano Rossano. «Sono motociclista attivo, non sono andato al motoraduno e non condivido l’organizzazione di un evento del genere in questo momento. Capisco la frenesia di andare in giro la domenica in motocicletta, che pure io vivo da appassionato motociclista, ma prima di ascoltare la voce dell’istinto, davanti ad un virus che non conosce confini, bisogna ascoltare la nostra ragione, che anche questi tanti ragazzi che si sono radunati sulla spiaggia posseggono».

 

 

«I giovani, come ognuno di noi - conclude Menin - devono ricordarsi che in questo momento ognuno di noi come si comporta è causa di salute o anche di contagio verso chi ci sta vicino e comunque gli assembramenti sono si o no vietati dalla legge? E allora come mai questo raduno è stato autorizzato? Ci sono persone che vengono da lontano e che si ritrova o per un evento diciamo sportivo o comunque di divertimento e proprio nella commistione tra individui di luoghi diversi (esattamente come è avvenuto questa estate col turismo) aumentano i rischi di contagio. E in più come ben si vede mascherine pochissime. Sono le autorità, il sindaco in primis, ma non solo, che hanno il potere di far rispettare le regole sensate, che per fortuna in questo paese ancora esistono».

   

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