Corigliano-Rossano, si cerca nuovo personale per potenziare il Polo Covid

In atto la discussione circa la necessità di attingere alle graduatorie o di reclutare le nuove figure tra le risorse interne, con il rischio di depotenziare i reparti dello spoke

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di Matteo Lauria
6 novembre 2020
17:22
Una suora all’interno del reparto Covid
Una suora all’interno del reparto Covid

Vertici aziendali e sanitati impegnati a potenziare il Polo Covid di Corigliano-Rossano, attualmente dotato di 11 posti letto ed occupato da 5 pazienti paucisintomatici. Il commissario dell’Asp di Cosenza Cinzia Bettelini preme affinché la divisione sia potenziata e adeguata a quanto prevedeva il corpo deliberativo a firma del suo predecessore Zuccatelli, attraverso la individuazione di nuovo personale da affiancare ai 5 pneumologi in quota al Polo Covid.

 


Nelle ultime ore il Direttore del Dipartimento Area Medica Luigi Muraca, il Direttore dello spoke Pierluigi Carino e il Direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza Natale Straface hanno indicato le figure professionali disponibili necessarie da destinare al Polo Covid: n.1 medicina, n.2 cardiologia, n.1 nefrologia, n.2 neurologia.

 

Si rischia il depotenziamento delle divisioni interne 

È in atto, secondo quanto trapela, una incresciosa discussione circa la necessità di attingere dalle esigue unità di personale interne alle divisioni dello spoke di Corigliano-Rossano o se rimpinguare con nuovo personale da attingere dalle graduatorie. L’orientamento dei vertici aziendali sembra andare nella direzione non proprio favorevole al presidio jonico, poiché il personale dovrà essere attinto dai reparti esistenti allo spoke, il che rischia di depotenziare le altre divisioni. Tuttavia la richiesta di potenziamento del personale medico appare in controtendenza alla destinazione provvisoria a cui è demandato il Polo Covid che ospita solo i paucisintomatici, e non acuti.

     

Si sta lavorando al fine di mettere in sicurezza al meglio il percorso dedicato, da perfezionare e rendere fruibile all’utenza, tra non poche difficoltà. C’è da monitorare e verificare all’interno della stessa divisione l’esistenza di stanze a pressione negativa, e da accertare il metodo e le pratiche attuate per le attività di cambio di biancheria e il vitto, ritenuto inadeguato per le patologie del caso.

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