Corigliano Rossano, smantellato accampamento sotto il ponte Citrea

Il sindaco Flavio Stasi: «Dove c’è illegalità manca l’integrazione e questa crea fenomeni di ghettizzazione. Questi cittadini sono oppressi dal caporalato, sfruttati»

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di Matteo Lauria
10 febbraio 2021
21:17
Accampamento sotto il ponte Citrea
Accampamento sotto il ponte Citrea

Operazione di bonifica sul greto del fiume Citrea, sotto il ponte Almirante, area di Rossano Scalo. Smantellato un accampamento di fortuna in condizioni igienico sanitarie di estremo degrado e pericolo. L’intervento è stato congiunto: Amministrazione comunale, Commissariato di pubblica sicurezza, Polizia Municipale, Asp, Servizi Sociali,  Ecoross e dal servizio manutenzione. L’insediamento al momento dell’operazione è risultato abbandonato dai precedenti occupanti, notati nei giorni scorsi durante i sopralluoghi effettuati.  

L’operazione di bonifica è un altro frutto, dopo il lavoro di sgombero della palazzina abusiva di Via Capri a Schiavonea, del tavolo tecnico sulla Sicurezza e Legalità, tenutosi lo scorso gennaio, alla presenza del Prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio e fortemente richiesto dal sindaco Flavio Stasi. Tavolo che ha portato ad una pianificazione dettagliata in merito al controllo del territorio e all’impiego di risorse umane da parte dello Stato per assicurare un presidio costante su Corigliano-Rossano.   


«Il nostro primo pensiero - ha affermato l’assessore Novellis - è stato quello di salvaguardare la salute di eventuali occupanti, che vivevano in condizioni di assoluto degrado igienico e sanitario. Alla scoperta dell’accampamento di fortuna siamo arrivati grazie al lavoro di controllo del territorio della polizia municipale e dalle segnalazioni di alcuni cittadini».

 «Come avevo affermato in occasione dell’operazione congiunta condotta per lo sgombero della palazzina di via Capri a Schiavonea - ha dichiarato il sindaco Flavio Stasi - questi sono segnali, forti, che mandiamo sia alla cittadinanza, che alla comunità di immigrati che vive nella nostra città. Dove c’è illegalità, manca l’integrazione e questa crea fenomeni di ghettizzazione, incomprensione, rabbia. Questi cittadini sono, purtroppo, spesso le prime vittime dell’ingiustizia, oppressi dal caporalato legato alla stagionalità dei lavori, sfruttati».

Tendopoli e baraccopoli sono sparse in tutto il territorio. L'emergenza sociale si tocca con mano e si conferma di difficile gestione. Si rende necessario un intervento strutturale sul welfare che chiami in causa tutte le forze dell'associazionismo attivo e delle istituzioni. Questo dramma ha bisogno di tutte le componenti in campo. 

 

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