Coronavirus, tendopoli zona franca: qui si vive ammassati come sempre

VIDEO | Nel sito di San Ferdinando il decreto che impone il distanziamento sociale non viene applicato: ci si arrangia anche con l'igienizzante fai da te e senza mascherine

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di Agostino Pantano
11 marzo 2020
14:32

Quasi seicento persone che vivono ammassate, molte delle quali pregano sotto una tenda adibita a moschea, senza rispettare le regole imposte dall’emergenza coronavirus. Ad una settimana esatta dal primo decreto che vieta gli assembramenti per il rischio contagio, ci sono luoghi come la tendopoli di San Ferdinando che proprio sul mancato distanziamento fra le persone continuano a fondarsi.

Igienizzante fai da te

Una convivenza in spazi ristretti fra italiani e africani, e l’emergenza coronavirus rende una volta di più uguali operatori e migranti. Come spiegano i volontari incontrati nella tendopoli, che riferiscono di una igienizzazione fa da te – «il comune ci ha fornito un disinfettante dentro una bottiglia comunemente usata per l’acqua minerale», dice uno di loro – e senza mascherine, ognuno si arrangia come può.


Solita accoglienza disumana

Tutt’intorno a questo che non da oggi è il simbolo mondiale di un’accoglienza disumana, presidiato h24 da forze dell’ordine e vigili del fuoco, la paura ognuno l’affronta a modo suo. Un migrante vede sul tavolo dell’ufficio alcune mascherine e, pensando che fossero in vendita, si propone di comprarle: «È un nostro regalo», gli diciamo mentre l’indossa e ringrazia.  Gli operatori di Emergency e MeDu hanno affisso nel container che fa da ingresso alla tendopoli, alcuni avvisi tradotti in inglese e francese, ma per ora quel che sembra dominare è un certo disinteresse istituzionale.

Giornalista
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