Coronavirus, a Cosenza pronto l'ospedale da campo: costerà un milione di euro

VIDEO | A breve sarà installato un serbatoio per l'ossigeno dalla Protezione civile. L'Azienda ospedaliera garantirà i servizi essenziali ai pazienti (ASCOLTA L'AUDIO)

di Salvatore Bruno
28 novembre 2020
11:05

Per le casse dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza avrà un costo stimato di circa un milione di euro, da attingere alle risorse stanziate per l’emergenza Covid, la tensostruttura militare attrezzata nell'area adiacente la stazione ferroviaria di Vaglio Lise, a supporto dell'Annunziata, da giorni in sofferenza per il sostenuto afflusso di pazienti Covid bisognosi di ricovero.

Un’articolazione dell’Annunziata

Trattandosi formalmente di un reparto aggiuntivo del nosocomio bruzio, l'ente di Via San Martino dovrà farsi carico di alcuni servizi essenziali per il suo funzionamento. Nello specifico della somministrazione dei pasti, delle pulizie, del servizio lavanderia e della fornitura di medicinali. Necessaria anche una estensione delle coperture assicurative.


Ossigeno in arrivo

Gli uffici lavorano alacremente per sistemare la parte burocratica, tenendo presente che alcuni appalti sono già in regime di proroga per cui le procedure di ampliamento determinano una serie di intoppi non semplici da superare. Nel frattempo la Protezione Civile sta procedendo ad installare un serbatoio per l'ossigeno in condizioni di massima sicurezza. Il tempo stimato per la sua attivazione è di dieci giorni. Ma nel frattempo i primi malati potranno comunque affluire: per le cure saranno impiegate le bombole come del resto già avviene nel pronto soccorso.

Laboratorio già attivo

Dunque servirà ancora qualche giorno prima che l'ospedale da campo possa entrare in funzione. È invece già operativo il laboratorio di analisi dove ogni giorno vengono processati circa 150 tamponi molecolari provenienti da tutta la provincia. Mario Occhiuto nei giorni scorsi aveva chiesto precedenza per quelli relativi al rischio contagio nelle scuole, per garantire una immediata risposta nel caso in cui il coronavirus dovesse accidentalmente varcare la soglia delle aule. Ma non tocca al sindaco, bensì alla task force dell'Asp, valutare le priorità.

Giornalista
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