Fase 2, a Cosenza affitti a vuoto e bollette arretrate frenano la riapertura

VIDEO | «Anche i costi di sanificazione ostacolano la ripartenza di alcune attività» dice l'assessore di Palazzo dei Bruzi Loredana Pastore. Preoccupano le spese vive che non si sono fermate durante le chiusure

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di Salvatore Bruno
4 maggio 2020
19:52

Le problematiche degli esercenti della città di Cosenza sono comuni a quelle di quasi tutti i capoluoghi italiani. L’assessore alle attività produttive di Palazzo dei Bruzi Loredana Pastore fin dall’inizio dell’epidemia del coronavirus, ha dovuto fronteggiare l’emergenza con la non semplice gestione dell’annullamento della Fiera di San Giuseppe.

Servono anche piccoli sostegni

«Gli esercenti vorrebbero tutti riaprire, ma molti si trovano di fronte ad alcune difficoltà – spiega la componente dell’esecutivo municipale – Avrebbero bisogno anche di piccole cifre per ricominciare a lavorare, per far fronte alle spese di sanificazione, all’acquisto di maschere e guanti. Sembrano piccole cose, ma non avendo lavorato per due mesi in tanti si trovano a fare i conti con una carenza di liquidità tale da ostacolare la ripresa dell’attività».

Voglia di lavorare

«C’è voglia e necessità di ripartire – conclude l’assessore Pastore - ma occorre anche grande responsabilità. Bisogna ascoltare le raccomandazioni dei medici ed è importante l’uso del buon senso».

Spese vive e zero incassi

Tra i problemi lamentati dagli esercenti l'accumularsi dei debiti per i canoni di affitto e di altre spese vive, come l’elettricità, in particolare per i locali dotati di refrigeratori rimasti in funzione anche durante il periodo di chiusura, perché carichi di derrate alimentari. Il punto con Roberto Aiello, titolare del Cosenza Kaffè.

Giornalista
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