Coronavirus, gli anestesisti: «In meno di un mese al Sud terapie intensive in sofferenza»

L'allarme dei medici: «Quella che stiamo vivendo potrebbe essere l'inizio della seconda ondata della pandemia, preoccupati per le regioni meridionali» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
10 ottobre 2020
08:25

«Se l'andamento dei casi di infezione da SarsCov2 continuerà con i ritmi e i numeri attuali, e senza misure di ulteriore contenimento, stimiamo che in meno di un mese le terapie intensive al Centro-Sud, soprattutto in Lazio e Campania, potranno andare in sofferenza in termini di posti letto disponibili». Lo afferma all'Ansa il presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), Alessandro Vergallo, commentando l'attuale andamento della pandemia in Italia.

«Siamo molto preoccupati per le Regioni meridionali - sottolinea - dove rileviamo una maggiore impreparazione a far fronte a un eventuale peggioramento della situazione».


«Quella che stiamo vivendo in questi giorni - aggiunge - potrebbe essere l'inizio della seconda ondata della pandemia da Covid-19 piuttosto che l'onda lunga terminale della prima fase pandemica. Questo ci preoccupa perchè presuppone un ulteriore aumento dei contagi. Potremmo essere dinanzi ad una fase di iniziale aumento esponenziale dei casi, e non più - conclude - dinanzi ad un aumento lineare più contenuto».

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