Emergenza Coronavirus, è calabrese il medico che ha curato il “paziente 1”

Il direttore di Malattie infettive del "San Matteo" di Pavia ha seguito il primo contagiato italiano, dimesso lunedì scorso. Bruno ora fa parte della task force della Regione: «Un onore servire la mia terra» - VIDEO

di Daniela  Amatruda
26 marzo 2020
17:17

È calabrese il direttore del reparto di Malattie infettive del policlinico “San Matteo” di Pavia, il professore Raffaele Bruno che ha seguito il primo caso in Italia, il cosiddetto paziente 1, dimesso lunedì. Un traguardo importante per la sua équipe, ma per tutta l’Italia, poiché Mattia è diventato anche il paziente simbolo di questa battaglia che dimostra che da questo virus è possibile guarire. 

«È stato emozionante – ha detto il dottor Bruno riferendosi alle dimissioni di Mattia – perchè Mattia rappresenta il simbolo di una battaglia che può essere vinta, ma l'emozione è stata forte come tutte le volte che abbiamo dimesso pazienti che sono guariti da questa malattia».

Task force emergenza 

Il professor Bruno lavora da tempo a Pavia, ma le sue origini sono cosentine. La neo governatrice della Calabria, Jole Santelli, lo ha chiamato a far parte della task force della Calabria per questa emergenza.
«Sono stato molto felice – ha detto Bruno – di esser stato chiamato a far parte della task force calabrese perché servire la mia terra per me è un grande onore». E sull’operato della Santelli ha detto: «Sta mettendo in atto gli adempimenti necessari, con l’aiuto del governo centrale, per gestire questa emergenza che speriamo non diventi così grave come in Lombardia, ma che sia gestibile». 

Dispositivi di protezione

La carenza di dispositivi di protezione per i sanitari in Calabria, così come in tutta Italia, ha portato purtroppo alla diffusione del contagio anche in ambienti ospedalieri: «I mezzi di protezione per i sanitari – ha detto – sono assolutamente necessari e bisogna utilizzarli in modo adeguato. In alcuni casi vi è un uso sovradimensionato di alcuni presidi che non sono necessari e che vengono usati male, quindi bisognerebbe avere conoscenza e contezza di quello che si fa. In ogni caso, certamente per i sanitari è fondamentali averli».

Un messaggio ai calabresi

Anche se lontano, il professor Raffaele Bruno ha voluto lanciare un appello e un messaggio ai suoi corregionali: «Bisogna assolutamente ottemperare a quelle che sono le disposizioni delle autorità: non uscire da casa, limitare al minimo i contagi perché solo così riusciremo a bloccare la malattia e tornare presto alla normalità».

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