Coronavirus, «In Calabria mancano 5mila infermieri, assunzioni subito»

È l'allarme lanciato dal presidente dell'Ordine degli infermieri di Cosenza Sposato: «I fondi ci sono». E ancora: «Non siamo eroi, vogliamo solo lavorare in serenità e sicurezza»

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di Redazione
26 ottobre 2020
10:59

Sono almeno 5mila gli infermieri che mancano in tutta la Calabria, nel periodo più difficile per la sanità: quello segnato dal coronavirus. È la stima fatta dal presidente dell'Ordine degli infermieri di Cosenza, Fausto Sposato, che chiede si proceda subito alle assunzioni di personale infermieristico e Oss presso tutte le strutture ospedaliere della regione.

 

«Da tempo ribadiamo che il fattore organizzativo sia propedeutico alla buona sanità – spiega Sposato -. È da troppi mesi chiediamo che l'ospedale di Cosenza così come tutte le strutture si organizzino al meglio. Purtroppo non è accaduto ed oggi recriminiamo sul fatto che molti colleghi sono a casa, perché positivi al Covid e molto più esposti degli altri. Manca personale, mancano infermieri. Anche per questo motivo aggiungiamo che si deve accelerare perché i fondi ci sono. Sono stanziati ed assegnati. Mancano almeno 5000 infermieri in tutta la regione».

 

Stessa cosa per lo snellimento delle procedure concorsuali. «Non si può più attendere ulteriormente», il monito di Fausto Sposato. «I concorsi sono fermi da mesi ed oggi è tempo di procedere. Gli operatori di supporto, gli infermieri e chiunque operi nel campo sanitario è in pieno affanno. Potenziamo gli organici, mettiamo in sicurezza chi è più esposto, programmiamo altri interventi strutturali. E non dimentichiamo il sussidio Covid annunciato ma mai realmente pagato».

 

Sposato cita l’esempio dell’Usca di Cosenza: «Non può reggere una sola unità, penso sia evidente. Anche in questo caso manca personale ed occorre integrare quanto prima il sistema, oltre che i laboratori. Noi non siamo eroi, come siamo stati definiti nel primo lockdown, ma esigiamo atti concreti per lavorare in serenità e sicurezza. Limitando gli accessi inappropriati, insistendo sui Dpi e pretendendo celerità nelle scelte. Anche verso i cittadini ed i pazienti».

 

Infine l’appello all’uso delle mascherine: «Sembra scontato ed invece possiamo testimoniare come l’utilizzo – spiega il presidente Opi – sia stato e continua ad essere fondamentale per bloccare la pandemia. Meglio una mascherina che una maschera d’ossigeno».

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