Coronavirus Calabria, prorogato lo stop dei ricoveri non urgenti in ospedale

Nuova ordinanza del presidente ff della Regione, Spirlì. È la numero 88 da inizio emergenza e prolunga fino al 3 dicembre l'efficacia della 82. Nelle strutture pubbliche consentite le sole prestazioni non differibili

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di Redazione
25 novembre 2020
15:53

È stato prorogato fino al 3 dicembre lo stop ai ricoveri e alle attività ambulatoriali non urgenti negli ospedali pubblici della Calabria: è quanto prevede un'ordinanza del presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì. Si tratta dell'ordinanza numero 88 adottata dalla Regione dall'inizio dell'emergenza coronavirus in Calabria.

 


Nel dettaglio, l'ordinanza prolunga fino a tutto il 3 dicembre l'efficacia di un precedente provvedimento regionale (ordinanza numero 82) che aveva disposto, fino al 24 novembre, «la sospensione all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche, delle attività ambulatoriali per prestazioni specialistiche con classe di priorità D (differibile) e P (programmata)», consentendo invece «le prestazioni ambulatoriali recanti motivazioni d’urgenza, quelle di dialisi, di Pet/Tc, di radioterapia e oncologiche-chemioterapiche, le prestazioni relative alla gravidanza a rischio e/o a termine e i follow up non differibili, gli screening oncologici all’interno dei programmi organizzati, le prestazioni di ostetricia e ginecologia, ogni prestazione connessa alla procreazione, alla nascita e alla diagnosi prenatale e al parto, le visite cardiologiche, le vaccinazioni, le donazioni di sangue».

 

L'ordinanza numero 88 di Spirlì, inoltre, proroga fino a tutto il 3 dicembre «la sospensione dei ricoveri in elezione e, quindi, differibili, all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche, sia di area medica, che di area chirurgica - ivi compresi quelli in intramoenia - fatte salve le prestazioni di ricovero per riabilitazione ospedaliera». La proroga della sospensione dei ricoveri e delle attività ambulatoriali non urgenti negli ospedali in Calabria è motivata - si legge nell'ordinanza 88 - dall'esigenza di «contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, proseguire il decongestionamento delle strutture ospedaliere pubbliche». Il provvedimento è stato adottato anche per allineare le disposizioni regionali a quelle previste dal ministro della Salute con ordinanza del 19 novembre 2020.

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