Coronavirus, il governo valuta la chiusura fino al 3 maggio. Conte: «Non rischiamo»

La linea è stata ribadita anche in un incontro con la parti sociali. Il premier: «Non siamo nelle condizioni di riaprire le attività produttive»

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di Redazione
10 aprile 2020
06:57

L'Italia rimarrà in lockdown almeno fino al 3 maggio. Dopo giorni di riflessione, il governo sceglie la linea di massima cautela e si appresta a rinnovare con un nuovo provvedimento tutte le misure di contenimento e le limitazioni agli spostamenti per altri 20 giorni concedendo solo aperture 'mirate' per qualche attività produttiva. Non solo: con una circolare il Viminale - come riferisce l'ansa - rafforza i controlli per Pasqua, chiedendo alle forze di polizia una particolare attenzione per evitare che gli italiani si riversino nelle seconde case.

«Non siamo nelle condizioni di riaprire»

Gli appelli di Confindustria a far ripartire l'economia affinché l'attuale recessione "non diventi depressione" per il Paese, la 'spinta' di parte della stessa maggioranza - con Italia Viva a fare da capofila - e l'andamento positivo dei dati non sono stati dunque sufficienti per convincere il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a riaprire il paese. «Al momento non siamo nelle condizioni di riaprire le attività produttive perché rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati ottenuti - ha spiegato durante la videoconferenza con Regioni, Anci e Upi sottolineando che - l'apertura a fine aprile avrebbe rappresentato un incentivo al movimento dei cittadini visti i due ponti in arrivo, il 25 aprile e il 1 maggio».

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Più controlli in vista della Pasqua

Due week end, come quello di Pasqua, che già da giorni sia il Comitato tecnico-scientifico sia il Viminale avevano indicato come a rischio 'esodo' nel caso in cui si fossero concesse delle aperture. Ed infatti la circolare del Viminale per intensificare i controlli nelle festività pasquali verrà replicata anche per i due ponti. «È del tutto evidente - scrive il capo di gabinetto del ministro Matteo Piantedosi - che, nell'attuale contesto... non sarà possibile per la popolazione effettuare i consueti trasferimenti verso località a richiamo turistico» e dunque è necessario «dedicare la massima attenzione nella predisposizione di mirati piani di rafforzamento della vigilanza e del controllo» sia all'interno dei comuni sia tra località diverse, «compreso il divieto di recarsi nelle seconde case utilizzate per le vacanze».

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