Coronavirus Cosenza, la prima infermiera vaccinata: «Se potessi lo darei a mio figlio»

INTERVISTA | Barbara Modaffari lavora nell’area della rianimazione dedicata ai pazienti Covid: «In questi mesi ho visto tanta sofferenza. Mi fido della scienza: è il primo passo per uscire dall’incubo» (ASCOLTA L'AUDIO)

di Salvatore Bruno
27 dicembre 2020
10:44

«Quando mi hanno chiesto se volevo vaccinarmi nella prima giornata utile ho subito risposto di sì. Mi fido della scienza: il vaccino è sicuro ed è l’unica speranza che abbiamo per uscire dall’incubo del Covid». Barbara Modaffari, infermiera dell’area Covid nella rianimazione dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, è la prima volontaria a sottoporsi al siero che la proteggerà dalla Sars-Cov 2.

L'arrivo all'Annunziata

La preziosa valigetta contenente le prime 60 dosi è giunta nel presidio del capoluogo bruzio, alle 9,42 scortata dagli agenti della polizia stradale. In questa giornata inaugurale della somministrazione, che coincide con l’anniversario della nascita di Louis Pasteur (27 dicembre 1882), si sottoporranno al trattamento trenta volontari dell’Azienda Ospedaliera e trenta dell’Azienda Sanitaria.


«Nei reparti tanta sofferenza»

Barbara Modaffari è la prima di loro: «Se potessi – dice – lo darei anche a mio figlio, a mio marito, ai miei cari. In questi mesi ho assistito a tanta sofferenza. Sono state settimane pesantissime e adesso questo mi sembra il primo passo per uscire dall’incubo». 

Giornalista
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