Coronavirus, contagi in aumento. Di Maio: «Escludo nuovo lockdown totale»

In crescita anche il numero dei ricoverati nelle terapie intensive. Martedì riunione del Comitato tecnico scientifico sulla possibilità di ridurre il periodo di quarantena a una decina di giorni (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
11 settembre 2020
06:44

A tre giorni dalla riapertura delle scuole, la «priorità assoluta» per premier e ministri con il governo impegnato a ribadire più volte che non ci sarà alcun rinvio nel ritorno in aula e che solo la prossima settimana affronterà la questione di una possibile riduzione dei tempi della quarantena, l'incremento dei casi di Covid 19 schizza a numeri che non si registravano nel nostro paese dalla fine di aprile: quasi 1.600 nuovi casi nelle ultime 24 ore, nove volte più di quelli di due mesi fa (l'11 luglio furono 188), che fanno salire il totale a 283.180 contagiati dall'inizio della pandemia. Dieci invece le vittime, quattro meno di mercoledì.

Crese il numero dei ricoverati

Dal bollettino quotidiano del Ministero della Salute emergono dunque una serie di dati che confermano il trend delle ultime settimane - con l'aumento costante dei casi dovuto al rientro dalle vacanze - e la conseguente necessità di non abbassare la guardia: oltre al dato complessivo sono infatti in aumento anche il numero malati, quello dei ricoverati nelle terapie intensive e anche il dato relativo ai pazienti nei reparti ordinari.

Gli attualmente positivi sono 35.708, 613 più di mercoledì e le persone ospedalizzate sono 1.836, 58 in più. Nelle rianimazioni i ricoveri per Covid sono arrivati a 164, 14 in più rispetto a mercoledì ma soprattutto quattro volte quanti erano poco più di un mese fa: il 29 luglio c'erano nei reparti solo 38 malati. La regione che fa segnare il maggior incremento dei nuovi casi è la Lombardia, con 245 nuovi casi in 24 ore, seguita dalla Campania (+180) e dal Lazio (+163) mentre l'unica regione senza nuovi casi è la Valle d'Aosta.

Numeri che trovano conferma anche nell'analisi settimanale della Fondazione Gimbe: nella settimana tra il 2 e l'8 settembre si è registrato un aumento dei nuovi casi (9.964 contro 9.015), degli attualmente positivi (33.789 contro 26.754), delle terapie intensive (143 contro 107), dei ricoverati con sintomi (1.760 vs 1.380). «Sono tutti segnali che - dice il presidente Nino Cartabellotta - guardando a quello che sta accadendo in Francia, impongono di mantenere molto alta l'attenzione».

«Sebbene il numero di casi riportato giornalmente sia numericamente simile a quanto riportato alla fine di febbraio 2020 - sottolinea invece l'Istituto superiore di Sanità - la fase epidemiologica è completamente diversa».


Di Maio: «Non ci sarà nuovo lockdown»

Non ci sarà però un nuovo lockdown totale. «Lo escludo» dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ribadendo quando già assicurato dal premier Giuseppe Conte, poiché il paese non reggerebbe un altro stop. Ma che sia necessaria prudenza e massima attenzione è sotto gli occhi di tutti. «Dalla responsabilità degli italiani dipendono sicuramente le scelte che dovremo adottare in autunno - aggiunge infatti il titolare della Farnesina - siamo tra gli ultimi paesi in Europa per numero di contagi e questo lo dobbiamo alla bravura del popolo italiano e alla sua responsabilità. Facciamo qualche sacrifico in più dal punto di vista del distanziamento sociale, della mascherina" e "saranno ripagati perché non dovremo adottare misure drastiche».

Probabile riduzione della quarantena

Una linea, quella della massima prudenza, che fin dall'inizio dell'emergenza ha contraddistinto tutte le scelte del ministro della Salute Roberto Speranza. E condizionerà anche le prossime, a partire dalla possibilità di ridurre il periodo di quarantena ad una decina di giorni. Una decisione definitiva non è comunque ancora stata presa: nelle prossime ore il ministro vedrà il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, per parlare di questo ma anche di tutti gli altri aspetti connessi alle scelte da fare nelle prossime settimane, e martedì si riunirà il Comitato con all'ordine del giorno una valutazione più ampia della questione anche alla luce dei dati che arriveranno dopo il primo giorno di scuola. In attesa della valutazione degli esperti e dei tecnici la linea di Speranza resta dunque quella della cautela e, in ogni caso non si arriverà mai alla proposta avanzata in Francia di dimezzare il periodo di quarantena da 14 a 7 giorni.

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