Coronavirus, la Domus Aurea di Chiaravalle era regolarmente accreditata

Dopo la richiesta di trasferimento di sede la Regione aveva avviato un'istruttoria per la verifica dei requisiti

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di Luana  Costa
11 aprile 2020
15:13

Ritengo doveroso rettificare alcune informazioni contenute in un articolo pubblicato a mia firma dal titolo “La rsa di Chiaravalle percepiva la retta ma era invisibile negli archivi regionali”. In questo articolo si riferisce che la residenza assistenziale sanitaria la Ginestra Hospital di Chiaravalle Centrale, oggi più conosciuta come Domus Aurea, era in possesso di un accreditamento solo provvisorio, rilasciato il 15 dicembre del 2017.

In quella data l’ex commissario ad acta, Massimo Scura, firmava infatti un decreto commissariale con il quale autorizzava temporaneamente il trasferimento della rsa ma avviando contestualmente verifiche sui requisiti affidate alla commissione aziendale per l’autorizzazione e l’accreditamento territorialmente competente dell’Asp di Crotone.

Struttura già accreditata

In verità, la struttura risultava già accreditata e anche il successivo verbale di verifica finale risalente al 20 novembre 2019 del dipartimento regionale Tutela della Salute conferma la sussistenza dei requisiti di legge. Nelle conclusioni vi si legge: «Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2019 si è riunito il gruppo di Audit per esprimere le valutazioni tecniche sul possesso dei requisiti per l’accreditamento della struttura sanitaria privata denominata la Ginestra Hospital, gestita dalla Salus, autorizzata al trasferimento in virtù del dca 153/2017, già accreditata con Dpgr – Ca 1/2011 per l’esercizio dell’attività di rsa anziani per 40 posti letto».

Mi scuso, ovviamente, per l’errore precisando però che nel testo dell’articolo si fa esplicitamente riferimento alla documentazione pubblica e immediatamente accessibile.

Luana Costa 

Giornalista
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