Coronavirus, gli avvocati fermano le udienze: astensione fino al 20 marzo

Troppo alto il rischio di contagio: quindici giorni di blocco nelle aule dei tribunali con esclusione delle attività giudiziarie indispensabili

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di Salvatore Bruno
4 marzo 2020
23:34

Giudici, legali, testimoni, consulenti, periti, cancellieri, verificatori, coadiutori. Negli uffici giudiziari del Paese affluiscono tutti i giorni migliaia di persone, spesso concentrate in edifici inadeguati sul piano strutturale, ed insalubri.

Controlli complicati nei tribunali

Locali nei quali le preventive verifiche circa gli ambiti di rispettiva provenienza territoriale sono difficili, se non impossibili da effettuare. Le aule di tribunale diventano così un potenziale ed incontrollato luogo di diffusione del famigerato Covid 19.

 

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Attività sospese

Per questo l’Organismo Congressuale Forense, vertice di rappresentanza politica dell’avvocatura italiana, ha indetto l’astensione dalle udienze e da tutte le attività, in ogni settore della Giurisdizione, per un periodo di quindici giorni a partire da venerdì 6 marzo e fino a tutto il 20 marzo, con esclusione espressa delle udienze e delle attività giudiziarie indispensabili. Analogo provvedimento era già in vigore nei comuni della cosiddetta zona rossa. Adesso l’astensione è stata estesa a tutto il territorio nazionale.

Legittimo impedimento

L’adesione all’astensione sarà considerata legittimo impedimento e potrà essere comunicata con espressa deroga al termine di due giorni previsti dalle norme, in considerazione delle ragioni di pericolo sanitario sottese all'astensione stessa.

Giornalista
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