Coronavirus, Lamezia si blinda tra flussi controllati e strade deserte

 VIDEO Uffici comunali aperti al pubblico solo su appuntamento, ingresso nei supermercati e nelle farmacia in numeri ridotto e strade semivuote all’indomani del nuovo decreto della presidenza del consiglio

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di Tiziana Bagnato
10 marzo 2020
14:40

Corridoi deserti e appositi spazi per attendere il proprio turno e interfacciarsi con l’accettazione nel comune di Lamezia Terme. Palazzo Madamme si blinda, il ricevimento al pubblico di tutti gli uffici potrà avvenire solo tramite appuntamento con i numeri telefonici dedicati. L’accesso a via Perugini dovrà essere limitato ad urgenze.

 

Intanto il personale dipendente è stato dotato di strumenti idonei ad evitare possibili contagi, igienizzante e guanti. Per le mascherine, invece, i lavoratori hanno dovuto fare da sé, al momento è difficile trovarne, ma appena la Protezione civile ne verrà in possesso anche queste saranno distribuite.

 

Divieto anche per i mercati rionali, in quanto rientrano nelle forme di assembramento. Provvedimenti questi presi prima del nuovo decreto della Presidenza del Consiglio. La situazione, spiega il sindaco Paolo Mascaro, è in continua evoluzione e andrà di pari passo con quelle che sono le direttive del governo.

Ingressi limitati in farmacie e supermercati

Intanto, il timore del contagio e gli inviti a restare a casa, se non per gravi motivi di salute o per lavoro, si stanno facendo sentire. Deserte le strade e il corso principale e se guanti e mascherine prima si vedevano solo in aeroporto o in stazione ora sono diventate quasi prassi.

 

Ma se gli assembramenti sono vietati e bisogna mantenere distanze di sicurezza, è paradossale quanto avviene davanti agli esercizi commerciali. Davanti ai supermercati, ad esempio, l’ingresso in numero controllato, dieci persone per volta, crea file fuori. Capannelli di clienti in attesa, insomma, senza alcuna distanza di sicurezza. Stessa cosa per le farmacie. Due le persone che vengono fatte entrare, distanze di un metro all’interno, ma all’esterno file e distanze ridotte tra coloro che attendono il proprio turno.

Bar deserti

Ci sono poi le attività che non hanno ancora chiaro se possano rimanere aperte oppure no, vista la loro plurima classificazione, mentre altre stanno già da settimane subendo una diminuzione di flusso e ammettono che a breve potrebbero dovere chiudere per la difficoltà di fare fronte alle spese. Deserti anche i bar, cartelli con le indicazioni delle buone norme di prevenzione e baristi con guanti e mascherine attendono una clientela che al momento alla pausa caffè rinuncia.

Giornalista
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