Vibonese muore a Milano per coronavirus, il dolore della sua Cessaniti

La frazione di Cessaniti in lutto per la prematura scomparsa dell’idraulico. Il sindaco: «Era un uomo sano, il virus l’ha portato via nel giro di poche settimane»

di Giusy D'Angelo
22 marzo 2020
12:40
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Franco Cafaro
Franco Cafaro

L’emergenza coronavirus colpisce il cuore di Cessaniti, piccolo centro del Vibonese. Nella giornata di ieri comunicato il decesso di Franco Cafaro, morto a Milano a causa del Covid-19. Franco, poco più che 50enne, era originario della frazione Pannaconi.

Si era trasferito da tempo al Nord dove lavorava come idraulico. In paese, viene ricordato con infinito affetto. L’uomo, infatti, vi faceva spesso ritorno con tutta la famiglia, soprattutto nei periodi di vacanza per poter riabbracciare la mamma e i fratelli.

La sua prematura scomparsa è stata accolta con tanta tristezza: «Franco – ha spiegato il sindaco Francesco Mazzeo - non avrà un funerale e non ci sarà nessuno a vegliare sulla sua salma e questo, come se non bastasse, aggiunge altra disperazione».

Il dolore della comunità di Pannaconi

Un dolore difficile da metabolizzare, provato da centinaia e centinaia di famiglie italiane costrette ad affrontare lutti improvvisi. In Lombardia, purtroppo, sono storie divenute all’ordine del giorno: «Per chi pensa che il virus uccida solo le persone già affette da altre patologie, è giusto che sappiate che Franco era sano e nel giro di 2 settimane, il virus lo ha portato via a poco più di 50 anni», ha fatto presente il primo cittadino.

Nell’esprimere vicinanza alla famiglia, il sindaco Mazzeo ha poi commentato: «Auspico che questo tragico evento sia da monito per tutti coloro che sottovalutano il rischio del Covid-19. A tutta la famiglia Cafaro, alla moglie Silvia ed ai figli Marco e Stefano il cordoglio dell'amministrazione comunale di Cessaniti e di tutta la comunità».

La quarantena obbligatoria

Intanto, sul fronte della prevenzione e contenimento dei contagi, il sindaco ha emesso undici ordinanze contingibili e urgenti di quarantena obbligatoria. I provvedimenti sono stati recapitati, come spiegato dallo stesso primo cittadino, nei confronti di altrettante persone dimoranti all’interno del territorio comunale: «Nulla di personale nei confronti di nessuno, ma il mio ruolo istituzionale di tutela della Salute di tutta la comunità me lo impone», ha spiegato attraverso i social.

I provvedimenti riguardano domiciliati in più frazioni:«Alcuni nominativi sono stati indicati dal Dipartimento di Prevenzione dell'Asp, altri dal Dipartimento Salute della Regione Calabria e altri nominativi ancora segnalati dalle forze dell’ordine in quanto fuori casa senza valido motivo», ha poi aggiunto il sindaco lanciando un messaggio nei confronti di quanti non hanno appreso appieno la situazione di emergenza: «Restate a casa, altrimenti nei prossimi giorni sarò costretto a emettere ulteriori obblighi restrittivi».  

 

 

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