Coronavirus, nuovi test per spegnere il focolaio nel Cosentino: primi 15 tamponi negativi

Esito negativo per i primi esami processati, su 50 prelievi biologici effettuati ieri nell'ambito delle attività di contenimento del cluster epidemico che ha colpito la comunità senegalese tra Cosenza e Castrolibero

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di Salvatore Bruno
18 luglio 2020
11:44

Arrivano buone notizie dal laboratorio di microbiologia e virologia dell'Azienda ospedaliera di Cosenza. Dei circa cinquanta tamponi prelevati ieri nell'ambito delle attività di contenimento del principio di epidemia che sta interessando la comunità senegalese residente nell'area urbana, i primi quindici hanno dato esito negativo. I risultati dei rimanenti campioni saranno ufficializzati nelle prossime ore.

In viaggio sull'aeroplano

Il coronavirus ha valicato le frontiere a bordo di un volo dell'Air Senegal, in partenza il primo luglio da Dakar. Dopo lo scalo a Roma Fiumicino, un secondo volo ha portato a Lamezia Terme la famiglia di quattro persone, due genitori e due minori, inconsapevole veicolo della malattia. Quando il gruppetto ha raggiunto la propria casa a Castrolibero, nel cosentino, non aveva idea di aver contratto nel continente africano, il bacillo potenzialmente letale. 

Bisogna autodenunciarsi

Sarebbe questa l'origine del cluster da covid venuto a galla negli ultimi giorni tra il Crati ed il Campagnano. La crepa, nel sistema di sorveglianza, è da ricondurre alla mancata autodenuncia, sul portale di registrazione messo a disposizione dalla Regione Calabria, da parte del nucleo da anni stabilmente e regolarmente residente in Italia, rientrato nella propria abitazione dopo un periodo trascorso nel paese d'origine.

Quarantena obbligatoria

Le attuali normative prevedono, per chi rientra nella regione da Paesi extra Schengen, di sottoporsi anche ad una quarantena obbligatoria di quindici giorni. Obbligo non richiesto invece, per le persone che giungono in Calabria da altre regioni italiane oppure da stati dell'area Schengen.

Divieto di ingresso

Per completezza di informazione si ricorda anche il divieto di ingresso in Italia da alcuni Stati in cui la pandemia è altamente diffusa. Nel complesso ad oggi, si tratta di 16 nazioni: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia.

La diffusione nella comunità

Il contagio si è poi allargato ad una quinta persona della comunità senegalese residente a Castrolibero e a nove persone residenti a Cosenza. Secondo quanto si è appreso, si sarebbero incontrate in occasione di due cerimonie i cui partecipanti sono stati tutti sottoposti a tampone. i contagiati sono asintomatici e posti in quarantena.

L'inattesa scoperta

Tra queste 15 persone c'è la bimba giunta all'Annunziata per un intervento chirurgico programmato e, come da prassi, sottoposta a screening prima del ricovero. L'esito positivo del tampone ha messo in allarme la task force dell'Asp e dato il via alla ricostruzione della catena dei contatti. Il personale sanitario che con la piccola ha avuto rapporti direttamente o indirettamente, non ha contratto il virus.

Il monitoraggio prosegue

Il monitoraggio si è allargato adesso ad altri soggetti che negli ultimi giorni hanno avuto rapporti con i nuclei familiari risultati positivi. Determinante nelle attività di tracciamento, il contributo dell'Associazione Senegalesi di Cosenza. Vi sono poi persone che spontaneamente si stanno rivolgendo all'Asp avendo avuto contatti più o meno sporadici, nell'ultima settimana, con soggetti a rischio. Anche per loro si è proceduto a tampone. Come detto ieri sono stati prelevati una cinquantina di campioni. I primi quindici processati hanno dato esito negativo.

 

Il caso della parrucchiera

Da segnalare inoltre che tra i 15 soggetti positivi al covid e posti in quarantena tra Cosenza e Castrolibero, secondo quanto si è appreso, c'è anche una persona impiegata in un salone di parrucchiere per signora. I titolari hanno già effettuato il tampone con esito negativo. Per propria iniziativa hanno anche temporaneamente chiuso i locali per praticare una disinfezione approfondita. Inoltre la task force dell'Asp sta procedendo a rintracciare i clienti delle ultime due settimane, da sottoporre a screening. 

Giornalista
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