«Col virus mafia più forte, Stato aiuti le imprese»: l’appello del testimone di giustizia

Pino Masciari con la sua associazione Legalità organizzata invoca “l’amnistia fiscale” per evitare che imprenditori e cittadini cadano nelle grinfie della ‘ndrangheta a causa della mancanza di liquidità

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25 marzo 2020
11:25
L’imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari
L’imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari

«Vengano pensate delle tutele per tutte quelle imprese, figure professionali e autonomi, che già stremate dalla crisi economica, potrebbero non sopravvivere alle conseguenze del Covid-19. C’è il rischio che esse, in un gesto disperato ai fini della continuità, potrebbero essere ammaliate dall’unico soggetto in questo momento dotato di grande liquidità, la criminalità organizzata, la quale, com’è noto, è sempre pronta a fare affari “sulla pelle” di imprenditori senza ossigeno finanziario e senza prospettive di certa ripresa». È quanto si legge in una nota dell’associazione Legalità Organizzata, fondata dal testimone di giustizia catanzarese Pino Masciari.

 

È un appello accorato, rivolto al presidente della Repubblica, affinché lo Stato sostenga il tessuto economico del Paese in un momento così difficile. «In caso contrario – si aggiunge -, oltre a decretare la morte civile di un intero sistema, si potrebbe verificare la definitiva resa dello stato di diritto, in spregio a tutte quelle battaglie che magistrati, testimoni di giustizia, forze dell’ordine, altri servitori dello Stato e semplici cittadini hanno in tutti questi anni combattuto in favore della legalità e dell’affrancamento dalle mafie».

 

Il suggerimento dell’associazione, dunque, è quello di un’amnistia fiscale per gli imprenditori e cittadini che, provati dalla crisi ed in buona fede, non siano in grado di sostenere l’esposizione tributaria e contributiva. «Occorrerà altresì – prosegue la nota - pensare ad un fondo di garanzia statale per gli impieghi che gli Istituti di credito dovranno necessariamente erogare a sostegno degli investimenti per la continuità e per la modernizzazione delle imprese, e quindi del Paese, senza la quale il nostro sistema economico non potrà affrontare le nuove sfide del futuro, ivi compresi eventuali momenti di difficoltà come quelli che stiamo vivendo. Non spetta a noi indicare lo strumento giuridico e fiscale più adeguato; possiamo solo indicare un bisogno ad oggi ancora inespresso e non ancora considerato, ma fondamentale per la prosecuzione dello stato di diritto e della legalità, già messa in questi anni a dura prova».

 

«Quando l’emergenza sarà terminata – si conclude -, ci dovrà essere un grande senso civico da parte degli enti e dei funzionari pubblici affinché allentino le maglie della burocrazia che strangola lo sviluppo ed incentiva la corruzione allontanando ancor di più il momento della ripresa rendendola a quel punto impossibile».

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