Coronavirus, ondata di solidarietà per gli ospedali del Tirreno cosentino

Alcuni cittadini hanno avviato raccolte fondi online per gli ospedali di Praia a Mare, Cetraro e Paola. Le iniziative hanno riscosso grande successo

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di Francesca  Lagatta
17 marzo 2020
13:16

«Non credevo che questa idea avesse una tale risonanza, anche se ci speravo! Pertanto mi sento di scrivere questo post e tranquillizzare tutti ed invitarvi nuovamente a donare con serenità, se pensate come me che ci sia bisogno di assistere il nostro presidio ospedaliero, così bistrattato dai potenti!». È il post che porta la firma di Rosy Casella, originaria di Praia a Mare, che da qualche giorno ha avviato una raccolta fondi online in favore dell'ospedale cittadino per contribuire alla causa della lotta al coronavirus. La pagina dedicata alle donazioni è rintracciabile su facebook con il nome "Raccolta fondi per sostenere l'Ospedale di Praia a Mare".

 

L'ospedale di Praia a Mare

L'ospedale civile della città dell'isola Dino, come molti ricorderanno, nel 2012 fu riconvertito in casa della salute e a novembre del 2017 uno stuolo di politici in campagna elettorale affermò di averlo nuovamente riaperto. Oggi, contrariamente alle aspettative, medici e infermieri in servizio all'ospedale continuano a lottare per garantire il diritto alla salute alle migliaia di cittadini del comprensorio altotirrenico senza strumenti e attrezzature adeguate.

 

La raccolta fondi

Da giorni nel piazzale è stata montata una tenda triade della Protezione Civile per l'accoglienza dei pazienti sospettati di aver contatto l'infezione Covid-19 e per questo Rosy Casella ha pensato di avviare una raccolta fondi. «Vorrei sostenere insieme a tanti di voi l'ospedale di Praia a Mare, dove sono ormai privi di qualsiasi dispositivo di protezione individuale e gli operatori sono costretti a lavorare in condizioni disumane - scrive Rosy Casella nella pagina dedicata -. Un piccolo gesto unito a quello di tanti altri può aiutare! Aiutate! L'urgenza è dettata dal propagarsi del coronavirus e non solo. Il denaro verrà utilizzato per l'acquisto e poi la donazione di dispositivi sanitari di prima necessità. Se ci aiuterai potrai sostenere tante famiglie in estrema difficoltà! Ogni piccolo aiuto può fare la differenza e sarà ben accetto! Grazie».

 

Le altre iniziative

Sulla scia di Praia a Mare, anche per gli altri due presidi sanitari pubblici del Tirreno cosentino, Paola e Cetraro, si registrano le medesime iniziative di raccolta fondi. Entrambe sono state avviate direttamente sulla piattaforma gofundme.com, tra le principali piattaforme di crowufunding al mondo.

 

L'appello per Cetraro

«È un momento difficile per tutti, mai come oggi l’unione deve fare la forza. Amo la Calabria e vorrei dare il mio contributo come penso anche tutti voi». È l'incipit dell'appello lanciato da Guido Bergamo che, come si legge sul sito, è l'autore dell'avvio della raccolta fondi. «Mi sono informato e alla fine ho deciso di rivolgere questa donazione all’ospedale di Cetraro, più nello specifico al reparto di terapia intensiva respiratoria. Sarà mia premura - conclude - tenervi informati sull’esito della donazione e condividere con voi la lettera che invierò all’ospedale al momento della donazione. Aiutiamoci!».

 

Quello per Paola

Qui è l'utente Barbara Abruzzo ad aver avviato la raccolta fondi. «Abbiamo deciso - si legge sul sito - di rivolgere questa donazione all’ospedale di Paola con l'aiuto ed il supporto dell'amministrazione comunale che si farà carico di acquistare quanto richiesto dalla struttura ospedaliera al fine di fronteggiare l'emergenza sanitaria in corso». Ed in ultimo: «Sarà nostra premura tenervi informati sull’esito della donazione e condividere con voi la lettera che invieremo all’ospedale al momento della donazione. Donate e se non potete condividete. Anche un piccolo contributo può fare la differenza. Ci tengo a precisare, qualora non fosse chiaro, che la donazione sarà caratterizzata dalla massima trasparenza e che sarà fatta per il tramite dell'amministrazione comunale. Aiutiamoci e restiamo uniti».

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