Covid Reggio Calabria, al Gom letti nei corridoi. «Mancano posti e 400 tra medici e infermieri»

INTERVISTA | Parla il direttore medico del Grande ospedale metropolitiano, Antonio Verduci, e descrive una situazione estremamente critica, con 120 persone ricoverate e tutti i quattro piani dell'edificio destinato a chi è infettato dal coronavirus al completo

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di Gabriella Lax
11 novembre 2020
13:02

I posti disponibili erano 40, attualmente però nel reparto Covid del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria i ricoverati sono 120. Anche i corridoi ospitano letti per gli ammalati. Questa è la fotografia della situazione che fa Antonino Verduci, direttore medico del presidio ospedaliero.

Che situazione c’è oggi nel reparto Covid del Gom?
«Siamo in una fase molto critica dell’emergenza perché abbiamo circa 120 persone ricoverate affette da Covid. Tutto l’edifico covid, fatto di quattro piani, è al completo, ma non solo. Ci sono persone che devono stazionare nei corridoi in barella perché non ci sono più posti e in più c’è il reparto di malattie infettive al completo con 25 ricoverati. Una situazione molto difficile da gestire, chiarisce il direttore perché anche se possiamo dimettere i pazienti in questo momento, non abbiamo la possibilità di mandare la persona a curarsi perché l’Asp non ci mette a disposizione nessun locale. E qui il direttore entra nel merito di un’altra nota dolente i famosi 40 posti letto di Gioia Tauro ancora fino ad oggi non sono stati attivati, ci ritroviamo persone ricoverate che potrebbero invece essere spostate altrove per liberare spazi per eventuali altre emergenze».

 

Cosa potrebbe succedere in caso di aumento dei contagi?
«Per arrivare all’attuale situazione abbiamo dovuto fare degli spostamenti: accorpare la chirurgia vascolare con la toracica, il reparto di chirurgia generale con l’urologia e reperire personale per far fronte all’emergenza. Il blocco operatorio può operare solo in caso di emergenza. È stato chiuso il reparto di medicina al Morelli. Lo stesso reparto di cardiologia è chiuso per la carenza di personale. E questo logicamente mette in difficoltà non solo l’ospedale ma l’intera cittadinanza perché le persone che sono affette da patologia croniche non possono venire a curarsi e se vengono lo fanno con molto ritardo perché essendo ridotto il personale i tempi si allungano ancora di più».

 

Cosa vuole aggiungere per far comprendere che situazione state vivendo?
«Vorrei che i cittadini sapessero ciò che accade all’interno dell’ospedale: c’è una situazione drammatica, il personale è stremato, ci mancano circa 400 persone tra medici, infermieri e oss, perciò siamo in una situazione critica del personale e degli aiuti esterni che nona arrivano da nessuna parte. Ringrazio chi sta facendo sacrifici».

 

C’è però una buona notizia…
«La nuova rianimazione no Covid con 12 posti letto. Un risultato ottenuto grazie al grande sforzo del nostro commissario la dottoressa Fantozzi, dell’ingegnere Fera, della direzione è stata creata solo con le nostre forze una nuova terapia intensiva, dotata di 12 posti letto che potrà essere utilizzata a breve».

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