Coronavirus, la richiesta degli infermieri: «Regione istituisca un fondo per le indennità»

Il presidente dell'Ordine Sposato: «Operatori sanitari a rischio, serve un premio al lavoro di questi giorni drammatici»

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di Redazione
15 aprile 2020
21:21

«La Regione e il presidente Santelli istituiscano un fondo ad hoc per contribuire a una indennità suppletiva nei confronti di tutto il personale sanitario che, in queste settimane, non si sta risparmiando su turni di lavoro e impegno costante, senza soste, contro il Covid-19».
È quanto propone il presidente dell'Ordine degli infermieri di Cosenza Fausto Sposato.

Operatori sanitari a rischio

«L'Opi da tempo – afferma Sposato – è al fianco di tutti gli infermieri e i colleghi in prima linea. Supportiamo le loro azioni, le loro richieste e le loro preoccupazioni. Purtroppo tra quelli più a rischio, come detto, vi sono proprio gli operatori sanitari. Tanti dei quali hanno contratto il virus, risultando positivi al tampone. Per questo motivo sentiamo il dovere di avanzare tale proposta al presidente della giunta regionale che, per la gestione del Coronavirus, riveste anche il ruolo di commissario. Ringraziamo, tra l'altro, le tre sigle sindacali che solo qualche giorno fa hanno sollecitato il medesimo pensiero, così come diversi consiglieri regionali. Segno evidente che il lavoro degli infermieri, dei personale di supporto e delle intere professioni sanitarie è condiviso e apprezzato».

Una indennità suppletiva

Per il presidente Sposato «la possibilità che sia riconosciuta una indennità suppletiva e accessoria “una tantum”, sulla falsa riga del bonus Inps a partite iva e imprese, deve essere ricondotta al budget sulla sanità. Sarebbe riconosciuto – sostiene – un premio al lavoro di questi giorni drammatici. Gli infermieri e tutti quelli impegnati nei centri Covid hanno messo a repentaglio oltre che la propria salute, anche quelle dei propri familiari. Da qui la solidarietà a tutto il personale della casa di cura Villa Torano per una vicenda che dovrebbe insegnare molto ad ognuno di noi. La sanità, quella pubblica e quella privata, sta vivendo momenti paradossali: noi infermieri non ci tiriamo indietro, siamo orgogliosi del lavoro portato avanti e degli sforzi compiuti da ogni singola persona e siamo sempre più convinti che, insieme all'aiuto dei cittadini, andrà tutto bene, prima del previsto. Crediamoci».

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