Coronavirus, a Rosarno la Pasqua è on line con “astinenza” da Affruntata

Il vicario vescovile don Pino Varrà illustra il significato diverso delle messe senza popolo e dei riti comunitari della settimana Santa che non si possono tenere per il rischio assembramento  

di Agostino Pantano
9 aprile 2020
15:06
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Settimana Santa con le messe on line ma, ovviamente, senza la tradizionale Affruntata. Il rito popolare che rappresenta l’incontro tra la madonna e il Cristo Risorto, tradizione a cui i calabresi non hanno mai rinunciato anche in periodi di difficili, non ci sarà «ma – spiega don Pino Varrà, vicario generale della diocesi di Oppido Mamertina – è importante quello che la Pasqua lascia nel cuore, indipendentemente se si partecipa o no dal vivo».

 

Il sacerdote, che guida anche la parrocchia San Giovanni Battista di Rosarno, è protagonista di una iniziativa che vuol rispondere alla domanda di sacro che la pandemia ha accentuato. «Insieme alla parrocchia dell’Addolorata – afferma – celebreremo le messe in tre chiese diverse e le trasmetteremo sui canali social. Faremo anche la Via Matris e ovviamente potranno partecipare solo i concelebranti e qualche lettore». Dopo le denunce a seguito della messa celebrata a Filadelfia, è massima l’attenzione per evitare che qualche fedele si imbuchi senza autorizzazione, ed è per questo che don Varrà ribadisce il senso esaustivo delle messe.

 

«Il buon cristiano – commenta – sa che non sempre la somministrazione dell’eucarestia è possibile, pensiamo ai Paesi dove la chiesa cristiana è bandita, e quindi il tipo di celebrazione possibile in assenza di popolo, rappresenta un atto di comunione che da solo basta a significare l’arrivo di Cristo nel nostro cuore». L’investimento nella rete internet, del resto, è un tratto distintivo dell’impegno che tutta la chiesa diocesana sta dimostrando e sono davvero tante – qui come altrove – le manifestazioni religiose amplificate dai social. Lo scopo è uno ed ha un alto significato anche civile: nei giorni pasquali da bollino super rosso, tra la tentazione della gita fuori porta e l’astinenza dai riti comunitari, i prefetti e sindaci da un lato, parroci dall’altro, rinnovano l’appello a non uscire dall’isolamento.      

Giornalista
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