Coronavirus a San Lucido, un cittadino: «Basta caccia all'untore, vicini a chi soffre»

Damiano Paletta, residente, ci guida nella comprensione di una piccola comunità blindata e scossa dai diversi casi di Covid-19 riscontrati in città. L'intervista integrale andrà in onda su LaC Tv questa sera alle 21 nella puntata di Occhio alla Lince 

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di Francesca  Lagatta
21 marzo 2020
12:16
San Lucido
San Lucido

«Siamo un po' lontani dalla blindatura di cui si è affrettati tutti a parlare. Ad ogni modo è giusto che su San Lucido ci sia un'attenzione particolare, anche perché potrebbero esserci altri casi rispetto a quelli già conclamati». A parlare è Damiano Paletta, cittadino sanlucidano, durante un'intervista che andrà in onda in versione integrale nella puntata di stasera di Occhio alla Lince, visibile a partire dalle ore 21 sul canale 19 del digitale terrestre de LaC TV. San Lucido, lo ricordiamo, è la città del Tirreno cosentino che la presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha scelto di blindare quattro giorni fa per contenere la diffusione del coronavirus, a causa della possibile presenza di un focolaio.

«Realtà distorta dai social»

Sulla natura dell'alto numero di contagi in questo lembo di terra che conta poco più di 6mila residenti (di cui molti vivono fuori per motivi di studio e di lavoro) sono state fatte diverse ipotesi, ma secondo Paletta la realtà sanlucidana è stata letteralmente distorta. «Essendo una piccola comunità, ovviamente ci conosciamo tutti e sappiamo chi sono le persone contagiate, tutte brave persone e lavoratori, che in questo momento stanno vivendo questo dramma sulla loro pelle». Poi continua: «In questo momento il nostro pensiero va a loro, ci auguriamo che possano guarire il prima possibile. Ci sarà tempo di capire come è arrivato qui il contagio, ma adesso la nostra unica preoccupazione è che tutti possano tornare a casa».

«Rispettiamo le regole»

«Non mi pare che siano regole così rigide quelle che ci hanno imposto, non stiamo andando in guerra, non dobbiamo combattere contro nessuno, dobbiamo rispettarle per il nostro bene e per il nostro futuro, perché prima si chiude questa tragica pagine e meglio è per tutti». Damiano Paletta invia tutti al rispetto delle norme, che sono principalmente due: lavarsi le mani spesso e rimanere chiusi in casa. «Anche perché siamo a marzo - continua -, l'estate è alle porte e l'economia di San Lucido si basa sul turismo. Se seguiamo alla lettera le disposizioni, presto potremo riprendere le nostre normali attività».

No alla caccia all'untore

«San Lucido in queste condizioni non l'abbiamo mai vista, ci piange il cuore. Ma la caccia all'untore che si sta verificando in questi giorni fa solo del male, soprattutto a chi in questo momento soffre». La paura del contagio, dice Paletta, non può giustificare certi comportamenti deplorevoli. «In questo momento dobbiamo solo aver rispetto, di tutti».

San Lucido, città senza sindaco

San Lucido nell'ultimo anno è stata messa a dura prova. Prima del dramma del coronavirus ha dovuto fare i conti con la morte di Roberto Pizzuti, storico rappresentante politico della città, e ancora prima con la tragedia del sindaco in carica, Leverino Bruno, stroncato a soli 44 anni da una grave forma di leucemia. Da allora, la comunità è stata guidata dal vicesindaco, che però ha rassegnato le dimissioni a febbraio lasciando il Comune nelle mani del commissario prefettizio. «Certo, la situazione istituzionale non aiuta, ma San Lucido si sta dimostrando matura anche in questo. Devo dire che i dirigenti comunali stanno sopperendo a tutto, all'istituzione che manca, ai vigili urbani che mancano. Il primo plauso va a loro, che stanno lavorando 12 ore al giorni, così come le forze dell'ordine».

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