Coronavirus, Spirlì ai migranti della tendopoli: «Non uscite o chiamiamo l'esercito»

Il vicepresidente della Calabria: «Inconcepibile che continuino a vivere come se nulla fosse». Situazione critica nella Piana di Gioia

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di Redazione
19 marzo 2020
15:00
Nino Spirlì
Nino Spirlì

«Nel rispetto della dignità e dei diritti umani bisogna utilizzare tutti i modi necessari per poter fare arrivare un'informazione chiara a tutti gli occupanti della tendopoli di San Ferdinando. Sono in tanti, e la situazione è da tenere sotto controllo. Faremo di tutto per aiutare i sindaci e garantire la sicurezza nella Piana di Gioia Tauro». Lo afferma il vicepresidente della Regione Calabria, Nino Spirlì.

«Uscire il meno possibile»

«Il Coronavirus – spiega – è un nemico invisibile, bisogna stare molto attenti. Dobbiamo far capire ai migranti che, per il loro bene, e per il bene di tutta la comunità e dei luoghi che li ospitano, devono uscire il meno possibile. Dobbiamo evitare che si allarghi il contagio, dunque è necessario che tutti rispettino le regole. Anche loro. Questa è la cosa più importante».

Arriva l'esercito?

«Se il messaggio non dovesse essere recepito con i metodi semplici, a quel punto – continua Spirlì – sarà necessario chiedere alle forze dell'ordine o, addirittura, all'esercito di intervenire. È inconcepibile, in una situazione di emergenza come quella che stiamo affrontando, che i migranti continuino a vivere come se nulla fosse. Senza adeguarsi alle regole imposte dal governo per il bene di tutti. Non possiamo permetterci che loro, come qualsiasi altro abitante della zona, possano essere veicolo di eventuale contagio. Un ringraziamento particolare – dice – va a tutte le forze dell'ordine che, impegnate giorno e notte, con grande senso del dovere, professionalità e umanità, controllano affinché tutti rispettino le regole. Rischiando».

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