Piscopio e Longobardi, viaggio nelle “zone rosse” di Vibo Valentia

Chiuse le due frazioni. Una famiglia ha contratto il virus. E ora si teme una diffusione del contagio. Il sindaco: «Da tamponi esito negativo» VIDEO

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di Agostino Pantano
12 marzo 2020
14:16

A Piscopio e Longobardi, le due frazioni di Vibo Valentia “chiuse” dal sindaco per il rischio focolaio, si sono svegliate impaurite ma pronte al senso di responsabilità. Al confine con questa periferia vibonese diventata suo malgrado avamposto di un tipo di isolamento che ora riguarda tutt’Italia, i vigili rinserrano i controlli perché il timore è che l’intero capoluogo possa essere teatro della propagazione.

Si muovevano per la città

A Piscopio era infatti arrivata la famigliola che, proveniente dalla Lombardia, non solo non aveva comunicato lo spostamento, ma aveva vissuto incurante del virus spostandosi da un capo all’altro della città. «Sono in quarantena a casa – spiega il sindaco Maria Limardo – e i controlli eseguiti dall’Asp stanno per ora dando esiti incoraggianti». Ciò non toglie che in città la preoccupazione aumenta.  


Ecco perché nel capoluogo insidiato dal sospetto originato dalle sue colline, è il capitano Gianfranco Pino in persona a guidare i controlli nei posti di blocco che anche la polizia esegue con precisione meticolosa. Passerà l’emergenza e anche Piscopio si scoprirà più forte, cambiata come tutti, anzi normalizzata da ogni eccesso.

Giornalista
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