Mascherina, guanti e amore: i volontari che anche ora accudiscono i randagi

VIDEO | L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha acuito il fenomeno dell’abbandono degli animali domestici. Ecco chi a Lamezia si prende cura di loro nel rispetto della legge

di Tiziana Bagnato
20 marzo 2020
12:59

Ogni giorno indossano mascherine e guanti per andare ad accudire e a dare sollievo ai tanti, troppi, randagi del territorio lametino. Sono i volontari dell’Oipa, un raggio di sole per i branchi che curano, desiderosi non solo di riempire la pancia, ma anche di coccole e affetto. Ma questo non significa infrangere i decreti del governo in tema di emergenza Coronavirus.

 

Continuare a supportare gli animali in difficoltà portando loro cibo e acqua non solo è consentito, ma se questo fosse vietato si cadrebbe nel maltrattamento di animali. Abbiamo seguito Clara Solla, delegata Oipa di Lamezia Terme, in quella che è per lei è una prassi quotidiana. Nei terreni della cooperativa Malgrado Tutto i randagi sono a decine.

 

 

L'emergenza randagismo e il blocco delle adozioni al nord

Alcuni sono anche di razza, altri incroci. Si tratta di abbandoni, ma anche di cucciolate nate da cani padronali non castrati lasciati liberi di scorrazzare e ingravidare cagnette in calore. Appena arrivate gli animali riconoscono la macchina e la inseguono festosi, difficile per Clara anche solo riuscire a scendere. Vogliono carezze e contatto fisico, mostrano la pancia.

 

I randagi a Lamezia sono ancora troppi, di loro si occupano diverse associazioni oltre all'Oipa, le adozioni di solito venivano effettuate dal nord Italia ma l’emergenza Covid-19 ha bloccato ogni spostamento. Così rimangono nei nostri territori, avidi di cibo e di calore.

 

Le regole per fare volontariato con gli animali

Ma prendersene cura in questo momento significa anche attenersi a regole precise indicate in un decalogo di volta in volta aggiornato in base alle disposizioni normative e ministeriali. Munirsi di guanti e mascherine, andare possibilmente soli o rispettando la distanza minima di un metro ed evitando assembramenti, portare sempre l’autocertificazione. Il decreto del ministero della Salute del 12 marzo 2020 espressamente riporta: «sono inoltre consentite le attività di accudimento e cura delle colonie feline e dei gatti in stato di libertà garantite dalla legge 281/91» e «l’accudimento e gestione degli animali presenti nelle strutture zootecniche registrate/autorizzate dal servizio veterinario ivi compresi canili, gattili».

 

È consentito anche portare il proprio animale dal medico veterinario in caso di terapie e/o urgenze. Se la visita è già programmata è consigliato farsi inviare dichiarazione del veterinario. L’Oipa fornisce anche assistenza nel caso di fermo da parte degli operatori di polizia sia telefonicamente sia tramite la mail sportellolegale@oipa.org. Ed è forse in momenti come questi che si sente ancora di più il bisogno di avere un animale accanto, magari togliendolo dalla strada e dandogli una casa. 

 

Purtroppo però sembra che nel nostro Paese le cose stiano andando in direzione contraria, tanto da costringere il commissario per l'emergenza della Protezione Civile Angelo Borrelli a fare appello affinché si fermino gli abbandoni di cani e si prenda piena consapevolezza del fatto che non sono portatori del virus.

 

 

 

Giornalista
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