Cosenza, la Procura apre un’inchiesta sul concorso per primario di Ortopedia all’ospedale

L’esposto del medico arrivato secondo e le singolari incongruenze nel curriculum e nelle dichiarazioni sostitutive del candidato risultato vincitore. Del caso interessato anche il commissario Cotticelli, che ha inviato il carteggio alla Gdf. Il silenzio della manager Panizzoli

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di Pietro Comito
22 luglio 2020
06:34
Ospedale di Cosenza
Ospedale di Cosenza

Clamorosi falsi o una serie, certamente singolare, di errori materiali in buona fede? E, in ogni caso, ciò ha inficiato – e se sì, come, quanto e per responsabilità di chi – il concorso per primario di Ortopedia all’Ao di Cosenza? È una vicenda sulla quale indaga la Procura di Cosenza, in seguito all’esposto-denuncia presentato da un altro primario, Massimo Candela, che guida l’Ortopedia del presidio ospedaliero di Paola. Si tratta di un caso - già al centro di un contenzioso pendente in sede civile davanti al Tribunale bruzio, già segnalato all’Azienda sanitaria cosentina, già all’attenzione del generale Saverio Cotticelli, commissario ad acta per la Sanità in Calabria - che adesso finisce al vaglio della magistratura requirente.

I titoli autodichiarati

L’esposto al vaglio dell’ufficio diretto da Mario Spagnuolo è lungo e articolato e comprende tutto il carteggio relativo alla procedura selettiva deliberata dall’Ao di Cosenza il 17 dicembre 2015. L’avviso prevedeva - com’è di prassi - la presentazione dei curricula dei concorrenti ed una dichiarazione sostitutiva sul possesso e sulla data della laurea in Medicina e Chirurgia, dell’iscrizione all’Ordine dei medici, della specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, più notizie cronologiche sul servizio prestato come dirigente medico e sulle attività di aggiornamento e scientifiche.

Quelle date che non tornano

Concorre, e vince, Gualtiero Cipparrone, che diventa così «direttore della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ao».  La commissione gli riconosce un punteggio ragguardevole: 72 punti. Secondo è Massimo Candela, con 58,40 punti, il quale da allora ha iniziato a spulciare i documenti notando una serie di anomalie nel curriculum e nelle dichiarazioni sostitutive del vincitore che – rileva il secondo classificato – ha dichiarato di essersi laureato il 25 ottobre 1990, di essersi abilitato nella professione di medico chirurgo in data «11/1990», di essersi specializzato in Ortopedia e Traumatologia il 21 novembre 1996 e di essere iscritto all’Ordine dei medici della provincia di Cosenza il 27 dicembre 1996. Prima «incongruenza» posta all’attenzione della Procura di Cosenza: il dottor Cipparrone si sarebbe iscritto all’Ordine dei medici, un mese dopo la data della specializzazione. E allora com’ha fatto a specializzarsi se non era iscritto all’Ordine dei medici?

L’iscrizione all’Ordine… tardiva

Il candidato risultato vincitore del concorso ha poi, tra le altre cose, dichiarato di essere stato dirigente medico di primo livello all’Asl 3 di Rossano dal 16 dicembre 1996 al 25 gennaio 1997. Insomma, avrebbe iniziato ad essere un dirigente medico – visti curriculum e dichiarazioni sostitutive agli atti del concorso - prima dell’iscrizione all’Ordine dei medici, ovvero prima del 27 dicembre 1996?

Dal 2002… «No, dal 2008»

Un errore materiale in buona fede? Una dichiarazione mendace? Dovrà far luce la Procura di Cosenza. Nell’esposto si rileva, poi, come nel curriculum del vincitore del concorso per primario ortopedico sia scritto come l’interessato abbia tra l’altro assunto, dal 2002 e fino alla data di partecipazione al concorso l’incarico di «responsabile della struttura semplice “Osteosintesi endomidollare e fissazione esterna” e successivamente “Tecniche ortopediche complesse”». D’altro canto, il dottor Candela eccepisce come il collega Cipparrone avesse sì assunto tale ruolo, ma non nel 2002, bensì sei anni dopo, «ossia con delibera direttoriale n.697 del 05.06.2008».

Specialista prima di specializzarsi?

E non è tutto, perché in quel curriculum contestato il vincitore del concorso da primario ha dichiarato di avere svolto incarichi dirigenziali da «Specialistica ambulatoriale» dal 18 gennaio 1991 al 2 marzo del 1992, e dall’1 gennaio 1995 al 31 ottobre 1996. È possibile visto che nello stesso curriculum dice – rileva il dottor Candela all’autorità giudiziaria - di aver conseguito la specializzazione il 21 novembre 1996?

Corsi prima di laurearsi?

Quanto all’attività scientifica, il dottor Cipparrone elencava la partecipazione come docente a diversi corsi, convegni, seminari, congressi, anche all’estero. Tra queste esperienze cita il diciassettesimo congresso della Società medico chirurgica calabrese, del 27-29 settembre 1990. Ma non si è laureato – curriculum dixit – solo il 25 ottobre successivo?

Le date quelle sono... Solo errori materiali in buona fede? Falsi? Ma hanno inficiato il concorso come primario? E, soprattutto, com’è possibile che nessuno della commissione esaminatrice se ne sia accorto?

Una battaglia che continua

Il dottor Candela ha eccepito, davanti al Tribunale di Cosenza, quelli che la sua difesa - rappresentata dall’avvocato Eugenio Bisceglia - indica come profili di «nullità» della selezione. Ma la causa civile fa i conti con i tempi biblici della giustizia italiana. Nelle more s’è già rivolto, come detto, al commissario al Piano di rientro da deficit sanitario Saverio Cotticelli, ma anche al commissario dell’Azienda ospedaliera bruzia Giuseppina Panizzoli. Il generale Cotticelli, in risposta ad una pec ricevuta dal dottor Candela, ha spiegato di aver inoltrato il carteggio al Comando provinciale della Guardia di finanza. Dalla dottoressa Panizzoli, invece, solo silenzio. Per completezza di cronaca, nessun provvedimento è stato adottato finora dall’autorità giudiziaria  e finora non risulta pubblica alcuna iscrizione sul registro degli indagati.

 

Giornalista
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