Cosenza, la denuncia: «All’obitorio bare nei corridoi e tute contaminate nei rifiuti “normali”»

Segnalate presunte irregolarità nello smaltimento dei dispositivi di protezione indossati dagli addetti incaricati di comporre le salme di persone decedute con coronavirus

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di Salvatore Bruno
7 dicembre 2020
12:08
Operatori in servizio nell’obitorio dell’Annunziata di Cosenza
Operatori in servizio nell’obitorio dell’Annunziata di Cosenza

Le tute e gli altri materiali protettivi, utilizzati dagli addetti alla composizione di salme di persone decedute per Covid, dovrebbero essere smaltiti come rifiuti ospedalieri speciali. Invece nell'obitorio dell'Annunziata di Cosenza, può capitare di trovarli nel bidone dell'indifferenziato, con tutto il loro potenziale rischio di contaminazione.

Particolari cautele

La Sars-Cov 2, classificata come malattia infettivo-diffusiva, richiede particolari cautele anche post-mortem. Per questo, trascorso il periodo di osservazione, la persona deceduta viene deposta in un lenzuolo imbevuto di una soluzione disinfettante e composta nella duplice cassa di zinco e di legno, obbligatoriamente dotata di valvola.


Percorsi differenziati

Come per l'accesso al pronto soccorso, anche l'ingresso in obitorio delle salme di persone che avevano contratto il coronavirus, dovrebbe seguire percorsi differenziati. E le bare situate in camere mortuarie differenti rispetto a quelle in cui giacciono gli altri defunti ai quali è consentito dare l'estremo saluto con ingresso contingentato. 

Promiscuità degli spazi

Alcuni nostri lettori però, ci riferiscono di circostanze quanto meno insolite, con bare Covid adagiate anche nel corridoio, probabilmente per mancanza di spazi, in corrispondenza con quest'ultimo periodo nel quale si è registrato, in effetti, un notevole aumento dei decessi proprio all'ospedale dell'Annunziata. «Erano quattro, vicino le sedute - ci racconta una signora - Un inserviente ci ha messi in guardia, avvertendoci di non avvicinarci troppo, di stare lontani trattandosi di bare covid. Mi ha stupito che non fossero sistemate a debita distanza dai visitatori e riposte lì senza alcuna segnalazione. Ma la cosa a mio avviso più grave è accaduta dopo». 

Smaltimento irregolare?

«Due persone con tute azzurre, mascherine e visiera ci hanno chiesto di uscire. Poi hanno aperto due bare, vi hanno spruzzato qualcosa, forse un disinfettante, e dopo averle richiuse ed avvolte in una pellicola trasparente, si sono sbarazzati della tuta, gettandola nei contenitori dell'indifferenziato presenti nel corridoio. Non si è trattato di un caso isolato - aggiunge la testimone che preferisce mantenere l'anonimato - La stessa cosa si è ripetuta una seconda volta il giorno dopo. Queste tute dovrebbero essere rifiuti speciali ma vengono lasciate nei bidoni azzurri del corridoio. Mi chiedo: da quanto tempo accade tutto ciò? Forse il direttore sanitario dovrebbe accertare se si tratti di un procedimento regolare».

Giornalista
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