Cosenza, ressa per i vaccini antinfluenzali: interviene la polizia

C'è un solo ambulatorio attivo nel capoluogo per la somministrazione ai bambini dai sei mesi ai sei anni, aperto un giorno a settimana per un'ora e mezza. I genitori denunciano: «Disorganizzazione inaccettabile»

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di Salvatore Bruno
28 ottobre 2020
19:05
La ressa davanti al centro vaccini dell’Asp di Cosenza in uno scatto pubblicato sui social
La ressa davanti al centro vaccini dell’Asp di Cosenza in uno scatto pubblicato sui social

All’ingresso dell’ambulatorio di Via delle Medaglie d’Oro c’è un operatore incaricato di distribuire dei pezzetti di carta numerati a penna, da uno a cinquanta.

Come in una lotteria, bisogna essere lesti, ed anche fortunati, per impossessarsi di uno dei preziosi tagliandini, sgomitando tra la piccola folla di persone, mamme soprattutto, spesso con i figli in braccio, per guadagnarsi il diritto di vaccinare i propri figli. Una scena già censurabile in condizioni normali, addirittura deplorevole in tempo di Covid.


Tempi ristretti

Succede a Cosenza, dove la somministrazione del vaccino antinfluenzale gratuito riservato ai bambini di età compresa tra i sei mesi ed i sei anni è attiva un solo giorno a settimana, il mercoledì, dalle ore 15,30 alle ore 17. Il capannello inizia a formarsi già un’ora prima dell’orario di apertura, con disagi causati, come nella giornata odierna, da pioggia e freddo, facilmente immaginabili.

Prima la polizia, poi la denuncia social

A denunciare il disservizio attraverso i social, una collega giornalista, Annalia Incoronato, anche lei utente del servizio in quanto genitore. Nel parapiglia è intervenuta una pattuglia della polizia, a calmare gli animi. «Capisco che vi sia la necessità di calendarizzare in un preciso segmento temporale la somministrazione dei vaccini – ha poi commentato – Ma sul piano organizzativo, proporre il vecchio schema del mettersi in fila e del chi primo arriva, primo alloggia per accedere a questo servizio, di fondamentale importanza soprattutto in funzione della pandemia, è inaccettabile».

La proposta

Poi la proposta: «Basterebbe attivare un sistema di prenotazione telefonica oppure on line: ognuno saprebbe con precisione in che data e a che ora presentarsi, con enormi vantaggi per tutti in termini di efficienza e di qualità» .

Giornalista
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