Cosenza, sit-in davanti all’ospedale: «La mala politica ha distrutto la sanità»

INTERVISTA | Un centinaio di cittadini in protesta: «I calabresi sono stati umiliati da scelte politiche scellerate e criminali»

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di Salvatore Bruno
11 novembre 2020
22:20

Il presidio organizzato alle 18 di questa sera davanti l’Annunziata di Cosenza ha concluso una giornata di proteste e manifestazioni organizzate in tutta la Calabria, a sostegno dell’attività dei sanitari operanti nelle corsie e contro i palazzi della politica, immobili di fronte al dilagare dell’emergenza.

Situazione difficile all’Annunziata

Una cinquantina di attivisti si sono radunati all’ingresso del nosocomio bruzio: all’interno del plesso ospedaliero sono ore difficili perché i posti letto riservati ai malati Covid sono agli sgoccioli ed all’orizzonte non si prospettano soluzioni immediate per dare sollievo al personale impegnato in corsia con turni massacranti a causa della carenza di figure mediche e infermieristiche.


Mobilitazione diffusa

I manifestanti rimproverano alle istituzioni incapacità di gestione ed incompetenza. Le dichiarazioni per certi versi allucinanti rese dall’ex commissario straordinario Saverio Cotticelli, hanno rigirato il coltello nella piaga e confermato una situazione di generale impreparazione ad affrontare la seconda ondata dell’epidemia, che pure era stata ampiamente prevista.

«Pagano i cittadini»

«Per le inadempienze di chi governa – dicono – i cittadini devono pagare pesanti danni in termini economici e di rischi per la salute. I calabresi negli ultimi anni sono stati umiliati da scelte politiche scellerate e criminali, con tagli indiscriminati di ospedali, punti nascita e strutture sanitarie territoriali di cui oggi si vedono le gravi conseguenze». Al nostro microfono Simone Guglielmelli, uno degli organizzatori del presidio.

Giornalista
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