Covid ad Ardore, dopo la festa con assembramenti parla il sindaco: «Gravi leggerezze»

Campisi tira le orecchie ai suoi: «Dobbiamo dare l'esempio. Comportamenti non più tollerabili»

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di Ilario  Balì
24 gennaio 2021
07:06

«Ho ritenuto opportuno prendere questa posizione per dare l’esempio non solo agli ardoresi ma a tutti i cittadini della Locride». È ancora amareggiato Giuseppe Campisi, il sindaco di Ardore che ha denunciato pubblicamente il comportamento di alcuni amministratori comunali, beccati in assembramenti ad una festa privata, dopo la quale si sono manifestati alcuni casi positivi. Un atteggiamento considerato poco consono in piena pandemia e in un periodo in cui in tutto il territorio si registra un picco di contagi da Covid.

«E’ una battaglia che stiamo combattendo dall’inizio – ha sostenuto il primo cittadino - e nessuno è autorizzato a commettere simili leggerezze, anche chi lavora incessantemente per i bene della comunità. Dobbiamo rimanere vigili, affinchè queste cose non accadano più».


Secondo quanto si è appreso l’assembramento si sarebbe formato durante una festa di compleanno del figlio di un noto imprenditore del posto, con circa una cinquantina di invitati. «Non possiamo tollerare in una situazione del genere assembramenti e feste di compleanno. L’emergenza Covid ad Ardore, rispetto ad altri paesi vicini, fino ad ora è stata sempre tenuta sotto controllo, con circa una ventina di casi attualmente positivi. La tiratina d’orecchie ai miei collaboratori? La rifarei perché, anche se si tratta di buona fede, sono comportamenti che non vanno bene in un momento come questo».

Giornalista
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