Covid, all'ospedale di Cosenza pronto soccorso al collasso e da ieri anche senza primario

VIDEO | Il dipartimento d’Emergenza continua a riempirsi di pazienti in attesa di un posto letto mentre la struttura da campo montata a Vaglio Lise che ne avrebbe venti disponibili è stata riconvertita a punto vaccini (ASCOLTA L'AUDIO)

di Salvatore Bruno
18 marzo 2021
07:12

Sarebbero almeno dodici i pazienti Covid che hanno trascorso la notte nella tenda della protezione civile allocata all’ingresso del Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell’Annunziata di Cosenza, in attesa di un posto letto.

Ma da tre giorni i reparti Covid dell’Azienda Ospedaliera sono saturi ed anche i presidi territoriali di Cetraro, Acri e Rossano sono arrivati al limite della capienza.


Situazione drammatica

La situazione è drammatica. La ricettività del nosocomio bruzio è limitata ad appena 35 posti divisi tra i reparti di pneumologia e malattie infettive, a cui si aggiungono ulteriori 14 posti collocati al Santa Barbara di Rogliano. Ci sono poi 19 posti in terapia intensiva a cui se ne aggiungeranno presto altri 12. Sul territorio inoltre vi sono 55 posti distribuiti nei presidi di Rossano, Cetraro e Acri. Ricettività insufficiente per soddisfare la richiesta di cure ospedaliere dei tanti soggetti con coronavirus con difficoltà respiratorie che stanno affluendo in pronto soccorso. Un sostegno sta arrivando dalle strutture di Catanzaro del Pugliese e del Mater Domini che hanno accolto 15 pazienti cosentini, due dei quali in terapia intensiva.

Mitaritonno addio

In questa fase di estrema criticità, inoltre, il pronto soccorso è rimasto privo del dirigente medico, Michele Mitaritonno il quale, vincitore di concorso per un posto analogo all’ospedale di Saronno, è cessato dal servizio per raggiungere la sua nuova sede in Lombardia.

La beffa dell’ospedale da campo

Per molte settimane l’ospedale da campo montato a Vaglio Lise, con venti posti disponibili estensibili a 37, è rimasto sottoutilizzato. Per cui ne è stata disposta la riconversione a punto vaccini, inaugurato martedì scorso 9 marzo. Adesso invece il supporto dell’esercito sarebbe stato fondamentale, mentre lo stop della somministrazione di Astrazeneca costringe i militari ad una sostanziale inattività. Una vera beffa.

Giornalista
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